UN NATALE COSMICO .

Ed è arrivato il giorno del Santo Natale , 25 dicembre 1982 . Il Chicago è aperto come tutti i sabati , del resto che differenza c’era se era Natale , per noi nessuna . Come tutti i sabati vado a prendere i miei amici . Passo a caricare prima il Rosso che abitava vicino a casa mia e poi il Biccio , che non abitava in città ma in campagna , nella bassa bolognese. Lo so , non me ne frega tanto del Natale , cosa vuoi che ti freghi del Natale a 20 anni . Eppure , non so nemmeno perché , ma ho messo una pallina rossa di natale , di quelle fragili di vetro , con su scritto in polvere bianca buon Natale , attaccata allo specchietto retrovisore della mia R 4 . Poi ho messo attorno alla palla pure un pezzetto di festone argenteo ed ho rubato da un ornamento di casa un pezzettino di vischio che ho incollato sul tettuccio dell’auto in corrispondenza del sedile del passeggero . Ho pensato ” Non si sa mai che durante le feste si carichi una bella ragazza e che magari la cazzata che sotto il vischio bisogna baciarsi può aiutare no? ” Tutto aiutava in quel periodo . Appena passo a prendere il Biccio , il Rosso incomincia a rullare una canna . Il Rosso era fresco di militare , aveva fatto un anno di merda in una caserma operativa su in Friuli e lì il nonnismo con lui ci aveva dato giù pesante. Il Rosso per sopravvivere a quelle angherie , lui che era sempre stato un ragazzone timido , si era dato alle canne e di brutto . Era così diventato un cannaiolo impenitente . Il Rosso si accende la canna che aveva appena finito di rollare, l’ aroma del ” Fumo ” si sparge lentamente nell’abitacolo . Poi il Rosso mi batte sulla spalla e mi passa il cannone ” Buon Natale ” Mi dice .” Buon Natale Rosso “e mi viene da ridere . Sì perché era buffo pensare di farsi gli auguri di Natale passandosi una canna . Tiro avido un paio di boccate , poi la passo al Biccio che mi sedeva di fianco ” Buon Natale Biccio ” . ” Sì Buon Natale ! Se incomincia così è buono davvero “Il Biccio espira il fumo sopra la sua testa ” E questo rametto che cazzo è ‘ ” . ” L’ho messo io Biccio . è vischio ” “Vischio ? ” mi interroga il Biccio ” E che cazzo te ne fai del vischio ? Che scemo che sei mica sei normale te , cosa vuoi che gliene freghi alle passere del vischio ” E si mette a ridere . Il Biccio aveva la risata facile , ma non era affatto un semplicione , sebbene fosse nato in una famiglia di contadini aveva tutta l’arguzia e la saggezza di chi ha imparato a lavorare con rispetto ed onestà la terra . ” Sei sempre il solito cazzone sguaiato ” lo incalzo . ” le ragazze sono romatiche non sono mica delle zotiche zappaterra come te ” Il Biccio mi risponde divertito ” Scoperesti di più se ti facesti meno seghe mentali ” . ” In questo il Biccio ha ragione te sei strano Lungo ” pontificò il Rosso . ” Si Biccio scoperei forse e certo più di te testa quadra ” dissi ” E tu Rosso vaffanculo “Scoppiammo a ridere tutti . Chissà forse il Biccio aveva ragione mi dissi , io mi facevo sempre un sacco di domande su tutto e tutti , avevo sempre mille dubbi ma poi mi dissi che se dubbi non avevi mai come potevi poi capire per davvero dove cazzo stava andando quella fottuta della tua vita . Si perchè a venti anni mica capivi dove cazzo stavi andando . ” Oh Lungo ma perchè stasera non andiamo al Cosmic , facciamo qualcosa di diverso per una volta no ? ” Mi dice il Rosso mentre si mette a preparare un ‘altra canna .” E si dico io e molliamo tutta la Penna che c’è al Chicago? ” ” Ma di bella penna ce n’è pure anche al Cosmic io non la vedo mica tutta questa differenza , e poi per una volta che non c’è nebbia . Dai si va? ” Così mi incalzava il Biccio . ” Arriviamo tardi ” provo a dire . ” E chi se ne frega no? Che devi fare ? Hai da fare dopo ? ” In fin dei conti il Rosso aveva ragione che cazzo avevo poi da fare ? Cosa mi tratteneva ? Cosa ci tratteneva dal vivere tutta quella vita senza alcun legame tangibile che non fosse la nostra voglia di vivere . ” Ma si e vaffanculo , Andiamo al Cosmic ” Dissi . Così a Baricella tirai dritto e andai a prendere l’autostrada ad Altedo . Era la notte di Natale , una nottata limpida tagliata da un freddo secco e pungente , e noi guidavamo veloci fendendo la pianura e in quel momento mi resi conto che in fin dei conti non era poi importante la meta ma era importante il viaggio . Il viaggio di tre ragazzi che la notte di Natale guidavano con la speranza , che è poi e quella ancora di tutti noi , di trovare un senso a questa vita così pazza e folle . Arrivammo tardi al Cosmic ma riuscimmo a trovare un buco nel parcheggio dove posteggiare la R4 . Certo eravamo ben lontani dall’entrata ma era fortuna il solo averlo trovato questo buco . Fermo il motore della R 4 il Rosso prepara l’ennesima canna . ” Che facciamo ora ? fa pure un freddo cane zio prete .” Dico . Il Rosso mi fa accendere lo spino . ” Facciamo un giro nel parcheggio vediamo chi c’è e poi decidiamo ” Dice il Biccio . ” Va bene ” gli fa eco il Rosso ” Finiamo la canna e poi facciamo un giro ” . Dopo poco usciamo dalla R4 , fuori fa un freddo barbino ” Oh ! Ma mica possiamo stare qui a congelarci i maroni . Che palle entriamo? ” e mi rivolgo ai miei due compagni di viaggio che si stanno guardando intorno , nell’apparente nulla del parcheggio deserto . Non faccio in tempo a finire la frase che mi sento chiamare da un Pallas parcheggiato vicino . ” Ciao Bolognese ! ma te non dovevi essere al Chicago’ ” . Mi giro e vedo una figura minuta che scende dal pallas ” Ciao Francesca ! cosa fai qui al Cosmic ? ” ” Io ? Tu piuttosto che fai qui ? Mi avevi detto che saresti andato al Chicago , Il Natale , i parenti e blabla ” ” Che figura di merda , lo sapevo ” penso e per salvarmi Indico i miei due sodali dietro di me ” Colpa loro mi hanno rotto le palle e ora sono qui perchè ti dispiace? ” dico sorridendo sornione ” Vai a cagare Lungo ” mi dice Francesca mentre mi da due baci sulle guance come saluto . Dal pallas ora scendono i nostri amici Reggiani . Saluti pacche sulle spalle , risa , racconti , saltellando sui piedi per contrastare il freddo .Presto il Rosso propone di farci tutti quanti una canna ” Che palle ! Dai Rosso ! ” Sbotto Ma nessuno mi caga e tutti spariscono dentro al DS. Io rimango fuori contrariato ” Che Natale di merda ! ” Mi viene da dire ad alta voce . ” Non vieni ? ” ” No Francesca non ne ho voglia” ” Beh ! ma se stai fuori ti congeli ” Tranquilla torno in macchina mia ” Che dire a volte lo ero ombroso , e non c’ era verso di ripigliarmi , andava così e basta. ” Dai se non ti rompo vengo su con te ” ” certo vieni pure ” le dico . Saliamo così nella mia auto ” Bestia che freddo che fa ” e mi metto a soffiarmi fiato caldo nelle mani sfregandomele .Francesca si accende una sigaretta e ride divertita ” Non ti facevo così freddolone ” freddolone un cazzo fa freddo eccome “le dico da vero permalosone . Francesca intanto aveva notato la pallina di Natale , ci gioca con la mano divertita ” Buon Natale ” Mi dice sorridendo . ” Il suo sorriso le illumina il bel volto ed io la guardo per la prima volta con tutta l’attenzione che meritava , i suoi fini lineamenti , gli occhi grandi scuri e profondi e la sue pelle diafana che faceva uno splendido contrasto con i suoi lunghissimi capelli corvini . Mi venne voglia di baciarla , e per una volta tanto non mi feci più domande . La baciai . Ci baciammo , più e più volte, lì sotto quel cazzo di vischo che avevo appeso e il contatto con il suo corpo morbido mi fece dimenticare l ‘inverno, il freddo ed il perchè ero finito lì .” Alla faccia del Biccio” pensai contento . Per una volta la vita mi aveva riservato una sorpresa davvero speciale ed io ebbi , inaspettatamente , un bellissimo Natale Cosmico tutto per me .

 

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COME SIAMO , NOI ORA

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Domenica ero a pranzo con la mia vecchia compagnia , quella dei ” Ragazzi dai capelli lunghi ” , quella Afro , degli anni del Chicago , delle estati al Columbus , degli anni passati a girovagare come nomadi da una discoteca all’altra . Ci siamo ritrovati in trattoria a mangiare , con le nostre famiglie , per festeggiare il Santo Natale . Oramai è una tradizione , un pretesto per rivederci tutti e stare assieme qualche ora spensierati come lo eravamo anni fa . Tra una portata e l’altra mi soffermavo a guardare la chiassosa brigata intenta a ridere e scherzare e mi è sembrato per un attimo di tornare indietro nel tempo a quando , finita la serata magica del sabato al Chicago , noi bolognesi ci ritrovavamo tutti quanti vicino all’entrata della galleria , magari per decidere di fermarci alla pizzeria di Minerbio per mangiare . Si perchè ricordo che eravamo tutti magrissimi ma avevamo sempre una fame biblica . Parlando di me ammetto che in parte la mia era una fame chimica , indotta dalle tante canne che capitava di fumare in quelle serate ma a volte era proprio fame vera perché ricordo che a casa ci stavo veramente poco e poco mangiavo . Così era davvero molto bello fermarsi a notte fonda , per mangiare , tutti quanti assieme di ritorno dal Chicago , in quella Pizzeria di Minerbio , che era ancora aperta e che ti dava da mangiare pure a quell’ora . Eravamo sempre in tanti e finivamo per occupare lunghe tavolate di ragazzi e ragazze dai capelli lunghi il cui rumoroso vociare rallegrava e allietava il sonnecchioso locale risvegliandolo . Spesso alle nostre Pizzate notturne si univano ragazzi e ragazze di altre città in una commistione di accenti , dialetti e intercalare tipico dei luoghi di proveniernza . Ma quanto era buona la pizza mangiata alle 3 di mattina . Ripensandoci di fatto il piacere di quella convivialità era il potere continuare la grande voglia di stare assieme , di negare lo scorrere del tempo prolungando la notte fino al momento in cui la luce , il sole avrebbe cancellato l’oscurità annunciando l’arrivo della Domenica che ci avrebbe allontanato da quei luoghi e forse anche dalle stesse persone con cui stavamo mangiando per catapultarci in altri viaggi , in altre avventure. Da allora Il tempo è passato , tanto tempo è passato , e il tempo ci ha cambiato , ha cambiato tutti noi , lasciandoci i segni del suo scorrere fuori e dentro di noi . E’ così . E’ la vita stessa che è così . Però ogni volta che noi ci ritroviamo io la sento quell’energia . Sento quell’energia così potente che ci lega tutti ancora strettamente , che ci fa sentire così uniti , così vivi come se proprio il tempo che ci ha segnato fuori , nel nostro aspetto esteriore non fosse riuscito a cambiare invece il nostro legame interiore né a scalfire quell’energia che ci tiene uniti fin da allora . Credo che in tutti noi, bolognesi e non , e in tutti coloro che hanno davvero vissuto quella vita , che poi era la Nostra vita di ” Ragazzi e ragazze dai capelli lunghi ” , ci sia ancora quell’energia intatta che ci rendeva così vivi . In me c’è ancora , come in ognuno di voi , quel ragazzo o quella ragazza che partecipava con sguardo stupito e meravigliato a quella vita colorata e chiassosa di ragazzi liberi che ci ha arricchito oltre ogni immaginazione e questa ricchezza noi la porteremo per sempre dentro di noi perché la vera ricchezza non è di chi possiede ma di chi come Noi ha vissuto una vita ricca di emozioni e sentimenti e amore e amicizia . La maturità non ci ha cambiato ,non ha cambiato affatto la natura del nostro essere , perché nel nostro io profondo c’è ancora quel ragazzo o quella ragazza che ancora sta ballando al ritmo della musica Afro e che ancora crede , spera e sogna nel mezzo della purezza dei suoi vent’anni .

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MUSICA

 

Musica . Qualcosa che è nell’aria , così intangibile e così impalpabile ma che riesce a toccare le corde del tuo io profondo con rinnovata energia e potenza . Musica . Come essere attraversati da qualcosa che ti fa vibrare tutta l’anima , che fa battere il cuore ritmicamente come se anche lui dovesse tenere il tempo . Musica . Un lungo brivido che corre giù per la schiena mentre ondate di calore risalgono dal basso per tutto il corpo fino alla testa , quasi come se si fosse inondati dalla luce calda e penetrante del sole in una splendida giornata estiva . Sì Musica , la ” Nostra ” musica , quella stessa musica che ascoltavi nei primi anni 80 nelle discoteche che adoravi frequentare . La Musica di noi ” Ragazzi dai capelli lunghi” e non altra . La ” Nostra Musica ” era tutta attorno a noi , era dentro di noi , ci pervadeva completamente e ci circondava come se fossimo immersi perennemente in un liquido amniotico . Quando ci incontravamo tra di noi finivamo spesso a parlare di musica perché la musica si viveva , la si respirava a pieni polmoni , perché era nell’aria attorno a noi e la sentivi fluire da dentro le auto con gli sportelli aperti che trovavi parcheggiate allineate al Columbus o nel parcheggio della Mecca o dovunque noi fossimo andati . Uno splendido sottofondo musicale che faceva da contorno alla vita che scorreva potente davanti ai nostri occhi stupiti e meravigliati da tanta bellezza . La musica la si condivideva perchè eravamo i maestri dell’interscambio , la musica la si comperava , sia che fossero preziosi vinili che le musicassette e avidamente la si cercava quando facevamo tutti quei chilometri per ascoltarla , per vedere i DJ che più ci piacevano , coloro che questa musica ce la facevano ascoltare , ed amare ed era sempre ottima musica . I Dj erano i maestri dello spettacolo che andava in scena , la sera dentro , i ” Sacri templi ” che erano le discoteche di quel periodo , le ” nostre ” discoteche : Chicago , Mecca , Arena , Cosmic, Typhoon . La nostra Musica era magia pura tanto che ancora adesso ascoltando un brano come ” Celebration di John Lee & Gerry Brown ” mi ritornano in mente ricordi , immagini , volti situazioni , colori e persino odori che riemergono dall’ oscurità del passato , come se la musica magicamente me li riportasse alla luce , alla coscienza della mente . Per questo non riesco a scrivere se non ascolto musica , nelle mie cuffie , nel buio della stanza , mentre il solo monitor del portatile illumina la tastiera . Alcuni brani musicali sono chiusi nel mio cuore perchè legati a momenti particolari che mi hanno così tanto emozionato . Immagino che tutti noi abbiamo un brano una canzone chiusa nel nostro piccolo spazio interiore , custodita gelosamente , in una stanza là in fondo ai menadri della nostra anima . Io spesso ci vado in quella camera , mi siedo su una comoda poltrona di velluto rosso , e mi riascolto quella canzone quando voglio ricordare perché riascoltandola i ricordi mi ritornano in mente molto forti e vividi come non mai . Vi starete chiedendo qual’è questa canzone così magica per me . Di certo posso dire che non è un pezzo tra i più famosi suonati di quel periodo anche se l’Ebreo amava metterla , un tempo , al Chicago . Il brano è “Stranded In Iowa – Manfred Mann ” . Mi ricorda una splendida serata al Chicago , verso la fine della serata , su in galleria , due occhi grandi che brillavano come se tutto il cielo stellato fosse racchiuso meravigliosamente in essi , il tempo che rallentava dilatando il prodigio di quel momento , labbra morbide e tumide che dissetavano finalmente la mia sete . Nulla aveva più importanza , nulla , se non essere li con Lei in quel momento , in quell’attimo sospeso tra le note della canzone che magicamente ci accarazzeva con l’indulgenza ed il rispetto che è dovuto agli amori giovani . Ancora adesso mi emoziono quando ascolto questa canzone tanto che il cuore si mette a battere più forte , e non c’è nulla di strano in questo perché noi , Baiosi , noi ” ragazzi e ragazze dai capelli lunghi ” eravamo fatti di pura passione , pieni dei migliori sentimenti nell’impeto dei nostri Venti anni . Nella musica , in tutta la ” Nostra Musica ” c’era tutta la nostra essenza vitale che si traduceva in fine dei conti nel semplice fatto che Noi ,eravamo nati per amare liberamente e per essere liberamente amati .

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INTERVISTA A PERY ” SECONDA PARTE “

  1. Cosa hai fatto dopo la chiusura del New York ?

Dopo la chiusura del new York ho continuato a lavorare in piccoli locali della zona dove mi avevamo chiamato come lo Shampoo a Torre Pedrera , e al Fever il locale sopra al Bar Zeta .
2. Come nasce la Melody Mecca e come sei diventato DJ resident.?
La Mecca nasce dalla volontà di Andrea Brighenti che voleva aprire una nuova discoteca e acquisì un locale che era stato chiuso per anni sulle colline Riminesi . Questo locale era stato un Night club di classe per un pubblico adulto e facoltoso nel quale si erano esibiti artisti del calibro di Patty Pravo e Califano e si chiamava già ” Mecca night club ” . Un giorno venne da me il compagno di mia sorella e mi disse ” Ho saputo che tuo papà chiude il New York io ti avrei trovaro un locale nuovo qui sulle colline perchè non vieni a fare il DJ. ” Mi invitò a venirlo a vedere . Quando lo vidi il locale non mi impressionò più di tanto perchè l’unica struttura che esisteva era quel barrettino piccolo sotto la struttura della casa che era vicino alla consolle dove c’erano i bagni il resto era un grande giardino all’aperto con una piscina nella parte sotto di questo giardino . Poi però il locale fu trasformato e ristrutturato grazie all’inventiva di Andrea Brighenti . Furono ideate le sedute bianche a labirinto , fu installata la grande struttura in metallo con il tendone giallo e bianco e tutti gli altri allestimenti che le diedero quell’aspetto orientaleggiante quasi mediorientale che tanto ebbe successo .
3. Quando ha aperto la Mecca ?
La Mecca Doveva aprire nel mese di aprile ma a causa del ritardo per avere tutti i permessi aprì finalmente ufficialmente il 17 luglio 1981 . Avrebbe dovuto essere con me Livio il DJ dell’Arlecchino tanto che nella prima locandina che venne stampata c’era scritto DJ Livio e Pery . Purtroppo Livio non potè venire così mi feci tutta la stagione da solo , stagione che finì a settembre quindi la Mecca nel suo primo anno rimase aperta poco più di 2 mesi .
4. Eppure Il locale ebbe da subito tanto successo vero?
La Mecca ebbe un grande successo e fu un successo inaspettato anche per me . Durante la stagione alla chiusura andavamo con tutto il,personale ed i soci a mangiare la pizza al Prosit di Miramare o al Moccolo di Rivazzurra . Spesso a fine serata ci ritrovavamo nei locali con i DJ ed il personale di altre discoteche . Ricordo che una volta Andrea mi disse che era stato avvicinato dai DJ dell’altro Mondo Studios e del Jolly che era un altro locale all’aperto per tutristi che gli avevano chiesto ” Ma che musica fate su alla Mecca ? ” ” Perchè” disse Andrea ” Perchè è un continuo viavai di ragazzi in consolle che ci chiedono di mettere la musica della Mecca . Ma che cavolo di musica mettete su ? ” . Nessuno nei locali della riviera capiva cosa mettevamo perchè c’era già un cambiamento rispetto alla musica del New York perchè avevo cambiato repertorio . Per esempio mettevo su Gilberto Gil con ” Maracatu Atomico ” , Fela Kuti , o Aleke Kanonu con N’Gwode che peraltro avevo già iniziato a usare per la prima volta verso la fine dell’ultima stagione del New York . Pensa che Aleke ancora nel 1982 i DJ mi chiedevano che pezzo era .
Quindi sei stato uno fra i primi DJ a cambiare genere musicale in quel periodo .
Io ho sempre cambiato genere musicale mano a mano che con gli anni cambiava la musica per esempio sono stato tra i promotori assieme ad altri Dj del Samba reggae dei primi anni 90′ , come del Raggamuffin che sostituì il Raggae classico . Diciamo che io ho avuto la mia impronta musicale e che è cambiata nei lunghi anni della Mecca tanto che c’era molta più gente negli anni 90 alla Mecca che negli anni 80 . DJ di come Ricci che inizio’ a lavorare all’ Ethos ( come era stato ribattezzato  l’Aleph) e poi divenne un DJ famoso al Cocoricò nell 86 / 87 veniva a comperare le cassette alla Mecca . DJ come Richi Montanari ( Ethos) famoso negli anni 90 nel genere House venne a lavorare con me con lo pseudomino di Herzog e faceva basi break beat con vari campioni sul genere funky inframezzata con vecchi pezzi Funky .La musica della Mecca , anche durante l’arrivo della House , che rivoluzionò tutta la musica nelle discoteche , rimase sempre ancorata al genere della musica fondamentalmente etnica .Tutto questo per dire che la Mecca è comunque stata un punto di riferimento nel panorama delle discoteche della Riviera romagnola . Tieni conto che siamo andati avanti fino al ‘ 99 .
5. Ma scusa un ricordo goliardico ; Ma la consolle mi ricordo era rivolta verso i bagni all’inizio vero ?
No il primo anno la consolle era rivolta verso la pista ma il secondo anno la girarono verso i bagni perché destinarono la prima consolle con il vetro alla consolle luci e a me mi misero di fianco ma non rivolto alla pista ma rivolto verso il bar, le uscite di sicurezza ed i cessi tanto che io ad un certo punto dissi a Meo ” Oh mettiamo un piattino con su scritto ” Grazie ” così magari ognuno che passa ci lascia un soldino e arrotondiamo ”
6. So che i primi anni hai lavorato pressochè da solo . Ma dopo hai fatto una stagione con Baldelli? .
Alla mecca nelle stagioni 81 e 82 ero da solo . Nell’83 venne Meo che mi aiutò a fare i 15 giorni di Agosto . Poi piano piano hanno cominciato a venire gli ospiti poichè lo avevo caldamente consigliato al Titolare , ad Andrea per fare comunque un programma , dare novità e interesse al Locale . nel 1985 alla Mecca arrivo’ Baldelli che fece la stagione assieme a me e quindi dopo l esperienza assieme al Chicago . Baldelli arrivò perché si allungavano gli orari di apertura del locale , si chiudeva molto più tardi e oggettivamente iniziava a farsi strada l’idea che un solo DJ avrebbe fatto fatica a fare tutte le serate d’estate senza mai un cambio . Io fui ben felice di lavorare con Baldelli , anzi ricordo che diedi io il benestare ben volentieri anche perché lavoravamo spesso in collaborazione ed inoltre nella stagione 83/84 eravamo resident al Chicago oltre all’Ebreo e a TBC . ( cavolo mica me la ricordavo questa del Chicago NDR )
7. Quindi per una Stagione sei stato resident del Chicago ?
Si come ti dicevo sono stato resident con L’Ebreo al Chicago ed era la stagione invernale 1984 . l’Anno che arrivò come collaboratore Red Ronnie che portò all’interno del Chicago gli schermi sui quali si proiettavano i video . il Cosmic era ancora aperto e mi ricordo che una sera di gennaio andai al Cosmic per sostituire Baldelli e Tbc che fecero la serata di prova al Chicago . Dopo vennero come resident assieme a me e l’Ebreo . Al Cosmic andò Maldi dall’Arena e dopo Loda . Baldelli rimase al Chicago solo una stagione .
8. Pery come Ospite?
Come ospite ho Suonato all’Arena , Ai non stop del Typhoon spesso assieme a Mozart , Nord Est , Tivoli di brescia , Piragna nelle Marche, e i due Boomerang per esempio .
9. Pery dopo la Mecca ?
Dopo la Mecca ho lavorato fino al 2006 al Jamae e poi al Mamamia . e Poi ora tante serate Remember come all’Arlecchino , Palabam , Black Panther.
Ringrazio di cuore Pery per la pazienza che ha dimostrato nel rispondere a tutte le mie domande e a soddisfare tutte le curiosità che avevo sugli inizi di una carriera che ha attraversato così tanti generi musicale facendo ballare così tante generazioni diverse tra loro . Anche questo è un segno di una grande sensibilità musicale .
Grazie DJ .

 

 

 

PALABAM E NEBBIA 11/11/2017 , NEBBIA E ALTRE DISCO 11/11/ 1982 .

Sabato scorso ho avuto la fortuna di andare al Palabam per ascoltare tre grandi DJ : Pery, Mozart , Spranga . Ho avuto la fortuna di ritrovare tanti amici che non vedevo da tempo e anche di conoscerne di nuovi , e magari finalmente , dare un volto vero alle foto di Facebook. E’ stata una bellissima serata fatta di tanta ma tanta musica stupenda , sorrisi ed emozioni vere. Io le chiamo pillole di energia pura . Ogni tanto ci vogliono perchè ti ricaricano l’animo e a fine serata nonostante la stanchezza ti senti veramente bene dentro . E meno male che sono venuto se no mi sarei perso tutto questo . Però prima di partire ero preoccupato per la nebbia tanto da consultare i siti Metereologici ed ho telefonato pure a Flavio Bonvicini , grande amico di vecchia data per chiedergli notizie metereologiche in tempo reale sullo stato della Nebbia nella zona di Mantova . Quanta visibilità ora , se la sera prima c’era nebbia e quanta e via così , un ansia insomma . Arrivati a MAntova senza intoppi nebbiosi , dopo aver cenato in un bel locale( del quale ringrazio sempre la Niky e Flavio ) uscendo , ci siamo ritrovati avvolti da una fitta nebbia . Già mi chiedevo se ci sarebbe stata gente dentro al Palabam visto il freddo pungente e la nebbia copiosa che avvolgeva ogni cosa . Anzi dentro al Palabam uno degli argomenti di dialogo era lei la Regina Nebbia . ” Che dite sarà fitta ? Sarà pericoloso ? Troveremo la via di casa ? Quanto ci metteremo ? Ci perderemo ? ” Ma mentre ascoltavo Aeo part 1 di Brian Briggs che Pery stava mixando mi sono detto ma cavolo ma noi ragazzi mica ci facevamo tutte queste seghe mentali né ci facevamo fermare dalla nebbia. Quanta nebbia abbiamo macinato tutti noi . E ti muovevi eccome se ti muovevi anche se fuori era un muro impenetrabile fitto di nebbia che nascondeva tutto e tutti . Nebbia che ti faceva confondere l’orientamento , che ti faceva mettere fuori la testa dal finestrino nella vana speranza che fosse il finestrino ad essere tanto bagnato dall’umidità da impedirti di vedere fuori . Così tanta nebbia che maledivi questa cavolo di pianura Padana ,dove le nebbie erano una cosa normale e molto più frequenti e fitte di adesso , ma che ugualmente amavi in fondo al tuo cuore perchè senza di essa , la Nebbia e la Pianura , non ti saresti sentito a Casa . In ogni caso partivi perchè non potevi perdere una sola serata con i tuoi amici del cuore. Un Sabato sera finito il Non Stop al Typhoon noi Bolognesi decidiamo di tornare a casa . La nebbia a Gambara è fitta , talmente fitta che è come un muro lattiginoso , praticamente non ci si vede ad un palmo di naso . Partiamo piano piano . Io , Il Bongo e Lucone . Siamo sulla panda del Bongo e tutti e tre siamo pigiati dentro l’auto come personaggi di un cartone animato . Lucone di fianco al Bongo ed io dietro . Due torri dalle lunghe gambe come due Pippo stipati sulla 313 , la macchina di Paperino , in ogni caso siamo esilaranti nel nostro essere pigiati in una così piccola utilitaria . Partiamo comunque come sempre , ridendo e scherzando tra di noi mentre il Bongo guida con una andatura molto tranquilla e polleggiata del resto la filosofia di quegli anni giovani era ” Arriverò quando arriverò ” ed era una fantastica filosofia dello Slow Moving . La strada non è agevole per noi che non siamo autoctoni del posto , certo era una strada che percorrevamo spesso ma ora con la nebbia era come navigare in un universo ancora non esplorato . Appena abbandonata Gambara e dopo essere sprofondati nel bianco niveo di quella notte nebbiosa noi non sappiamo minimamente dove siamo diretti . Il Bongo va a naso con quel suo confidare nella sua buona stella misto a un po’ di andare a naso secondo quello che più o meno si ricordava del viaggio di andata. Andiamo piano perchè il fosso tentatore è sempre in agguato e infossarsi proprio ora sarebbe peggio della maledizione di Tutankamon. Ad un tratto il Bongo inchioda i pedali del freno . ” Merda ma è un muro quello ” Dico io sobbalzando sul sedile dietro . Ci siamo fermati a pochi metri da un muro di quello che noi pensiamo essere di una casa . Scendiamo interdetti . Io mi incastro tra il sedile anteriore che Lucone aveva tirato su e la portiera della panda . Luca mi aiuta a scendere così esco anche se con difficoltà . Il Bongo è davanti al muro con il naso all’insù . Lo raggiungiamo . Così la nebbia avvolgeva questa scena surreale , illuminata dai fari della panda , di tre ragazzoni col naso all’insù che si stavano chiedendo cosa cavolo fosse quel muro e dove fossimo finiti . ” Certo Bongo che il muro è bello alto sembra non avere fine non mi sembra il lato di una casa.” Dico ” No non lo è Purio ” Mi rispose il Bongo . Decidiamo perciò di seguire il perimetro del muro verso destra rispetto alla Panda. E finalmente la vediamo. Siamo finiti quasi davanti ad una imponente chiesa e di fatto siamo sul suo sagrato . ” Ci siamo persi Bongo ma dove diavolo siamo finiti ? ” Dico io ” Ah abbiamo tirato dritto ad una curva secondo me ” Mi risponde Lucone . ” Soccia mica me ne ero accorto della chiesa ” sbuffa il Bongo mentre si accende una sigaretta. ” Ottima idea Bongo mi dai una Marlboro pure a me? ” Gli chiedo . ” Certo tieni Purio ” . Finiamo così tutti e tre a fumare seduti , fianco a fianco , sugli scalini di ingresso della chiesa in mezzo alla nebbia , in mezzo al nulla del nulla . Fumiamo in silenzio persi come siamo anche noi ognuno nei propri pensieri magari facendo il bilancio della serata , magari riassaporando un bacio o come feci io annusandomi la camicia di jeans che portavo sotto il giubbotto , per potere sentire l’odore forte di Patchouly ,che Lei mi aveva lasciato baciandomi al Typhoon , ed era una sensazione molto bella e intima. Poi come se nulla fosse accaduto senza ansie apparenti risaliamo e partiamo certi che avremmo trovato sicuramente la strada di casa tanto , seguivamo la nostra filosofia di ragazzi dai capelli lunghi . ” Saremmo poi arrivati a casa quando saremmo arrivati” ed era comunque bellissimo anche con la Nebbia .

Il Ritorno .

Dopo una nottata trascorsa a ballare in una delle discoteche frequentate da noi ” Ragazzi dai capelli lunghi ” te ne tornavi a casa . Adoravo viaggiare e mi piaceva tanto guidare sopratutto di notte quando tutto era rarefatto , quando percorrevi strade sconosciute e deserte avvolte nel buio e nel silenzio . E quel silenzio era rotto solo dal rumore del motore mentre le luci dei fari fendevano come un coltello l’oscurità ed era quasi come se fossi al comando di una nave che fendeva un mare nero sconfinato .E spesso era così buio che cielo e terra si confondevano a tal punto da farti perdere quasi l’orientamento e tu ti attaccavi al volante con le mani sudate mentre tenevi gli occhi incollati a quel nastro di asfalto grigio nella speranza che prima o poi te ne saresti tirato fuori da tutto quel buio . A volte era la Musica , la nostra musica che usciva dal mangianastri , che era l’unica compagna di quel viaggio visto che gli amici che avevi caricato spesso dormivano appoggiati con la testa ai finestrini o ai sedili dell’auto . Ed era bello vederli dormire , sereni , come dorme sereno un ragazzo che ha ancora tutta la vita davanti , così tanti sogni e speranze da realizzare e io , in loro , la vedevo tutta quella vita che pulsava , che mi pulsava dentro che mi faceva dire a me stesso che non avevamo colpe da scontare per come eravamo e che mi faceva sperare che un domani magari migliore per tutti noi sarebbe alla fine arrivato . A volte invece si era tutti svegli e durante il viaggio finivi per rollarti le ultime canne perchè ti pareva brutto non dividere anche quel poco che ti era rimasto con gli altri .Era allora che arrivava un momento magico perchè le lingue si scioglievano e i pensieri correvano liberi senza più freni , un po’ per la stanchezza e un po ‘ per la fattanza che ti saliva . I pensieri fluivano liberi e così spesso si incominciavano anche discorsi seri che immancabilmente finivano in una serie infinita di cazzate senza senso o apparentemente senza senso perchè magari anche in quello che sembra senza senso una logica in fin dei conti c’è . In quella macchina ci stava tutta la vita , l’ allegria , la tristezza , la felicità , l’ amore , l’odio a secondo delle esperienze che la vita ti sottoponeva finendo per tatuarci la pelle con segni indelebili . Fu durante una pausa per pisciare che mi ritrovai a notte fonda sul ciglio di un fosso lungo una sconosciuta strada provinciale con Zanna e gli altri , tutti allineati come soldatini a irrorare il fosso illuminati solo dalla fioca luce dei fari posteriori dell’Auto . Guardai per un istante il cielo stellato sopra di noi di una sera invernale fredda e stranamente serena e limpida . ” Senti Zanna , hai visto che cielo stellato che c’è sopra di noi ? Non lo avevo mai visto così . Le stelle sembrano così vicine , sono proprio belle chissà se c’è un significato per tutto ciò ” dissi . Zanna e gli altri si misero a guardare a naso in su quel cielo stellato mentre pisciavamo assieme . ” No non lo avevo notato ” Mi rispose Zanna ” Ma come mai sei così filosofo stasera ? ” Mi chiese poi . ” Fa il filosofo perchè la penna stasera non lo ha cagato nemmeno di striscio ” Intervenne il Biccio . ” Quale moretta ? ” Continuò il Rosso ? . ” Dai la moretta di Piacenza le è stato adosso tutta sera ma lei nada , non gliel’ha data neanche stavolta ” Commentò il Biccio ridacchiando . ” Te Biccio sei invidioso , io almeno ho passato una bella serata te invece sei sempre stato col Rosso a fumarvi merda tutta la sera , sai che divertimento . “. Zanna mi guardò di sottecchi mentre si rimetteva a posto l’arnese tirandosi su la lampo con un movimento secco . ” Guarda che è una battaglia persa in partenza con quei due cannaioli lì , meglio la moretta credimi ” disse Zanna facendomi l’occhiolino . ” Ma non ne vuole Zanna perdo tempo “dissi tirandomi su la lampo pure io . ” Ma se ti piace te persevera magari non è detto , siete stati a ridere e parlare tutta sera se non voleva non ti avrebbe fatto dire un amen di più ” Mi disse Zanna mettendomi il braccio attorno ad una spalla . ” E poi le stelle sono proprio belle stanotte sai ” . Non faccio in tempo a rispondere a Zanna che sento un rumore sordo e poi sento il Rosso che si mette a ridere di gusto ” Ahahah Il Biccio ha messo male un piede ed è rotolato nel fosso ” . Io e Zanna ci siamo persi la scena ma vedendo il Biccio che cercava con fatica di risalire il fosso ci mettiamo a ridere pure noi assieme al Rosso . Ora il Biccio smoccola come un turco ” Idioti invece di ridere mi date una mano , siete proprio tre stronzi ” . Ridendo lo aiutiamo a risalire il fosso . Ora ridiamo tutti assieme mentre risaliamo in macchina . Ci sono cose che ti uniscono a prescindere , che superano tutte le differenze che abbelliscono ognuno di noi , alcune di queste cose le puoi pure spiegare altre no e forse quelle che non puoi spiegare sono le cose più belle . La notte ci inghiotte di nuovo mentre torniamo a casa . Tornare a casa non era cosa di poco conto , era un viaggio a volte più importante dell’andata perché tornavi sempre con ,un sorriso , una pacca sulla spalla , uno sguardo , un bacio in più , con qualcosa che ti aveva arricchito e tutto questo lo sentivi dentro , lo percepivi fuori e dentro di te perché sapevi che avevi vissuto , che eri vivo e quando arrivavi a casa ti riprendeva la voglia di partire , e di andare , e di ritornare . E allora partivi e andavi e ritornavi e ancora e ancora e ogni volta che tornavi ti sentivi più vivo , e più ricco dentro , come mai avresti potuto sentirti così vivo e ricco dentro se non fosti mai partito .

COME ERAVAMO?

 

A volte mi soffermo a pensare a come eravamo noi ragazzi e ragazze in quei primi anni 80 . Già come eravamo ? ” Noi ” la tribù Afro , quella generazione di giovani che vagavano in giro per la provincia spendendo il tempo tra una discoteca e l’altra . Io non credo che fossimo migliori dei nostri coetanei solo magnificamente diversi. Talmente diversi da risaltare come un diamante che brilla quando la luce colpisce le sue molte e perfette sfaccettature . Eravamo una tribù colorata , chiassosa , folle e meravigliosamente viva . Se eravamo belli? Si lo eravamo . Belli in un modo dannatamente unico e fottutamente intrigante perchè chi ha un’etichetta di dannazione eterna come eravamo noi vive sempre sul confine labile del desiderio e della sensualità erotica. Perchè intriga e affascina di più chi è maledetto per sempre piuttosto di chi vive la noia di una vita piatta e perbenista . E lo posso dire perchè ho conosciuto la vitalità , la grande voglia di vivere che avevamo dentro . E poi voi ragazze belle lo eravate davvero . Così belle , uniche e intriganti che valeva la pena di macinare chilometri per raggiungervi . Voi che sapevate muovervi sinuose , con grande femminilità , sempre curate, sempre attente a tutto ciò che vi girava attorno . Un gesto , un movimento per mettervi a posto una ciocca dei lunghi capelli , un sorriso , uno sguardo . I vostri occhi grandi e sorridenti racchiudevano tutto un mondo , talmente grande che non riuscivi mai a percepirne i confini , ed era bellissimo perdersi dentro . Un universo femminile fantastico di cui noi ragazzi avevamo la fortuna di avere la chiave per entrarci . Perchè va detto che non eravate fatte per i cosìdetti ” Regolari ” che comunque spesso vi sbavavano dietro suscitando in noi ragazzi dai lunghi capelli soddisfatte rise di scherno . Ed io vi avrei seguito anche all’inferno anche per rubare un solo bacio perchè se i Demoni degli inferi mi avessero intrappolato avrei potuto dirgli che non me ne sarebbe importato nulla di stare in quell’Inferno perchè io il Paradiso quello vero lo avevo già visto .

UNA GIORNATA A MIRAMARE SULLE ORME DEL NEW YORK ! INTERVISTA A DJ PERY .

Io amo definirmi una persona curiosa ,talmente curiosa da avere voglia di conoscere tante storie , tanti fatti e avvenimenti che hanno finito per caratterizzare un’epoca ed una intera generazione , la mia generazione sul finire degli anni 70 . La riviera Romagnola è stata la protagonista di un cambiamento epocale nel modo di concepire i locali di intrattenimento e di proporre la musica da ballare nella metà di quegli anni . Basta a questo proposito ricordare la Baia degli Angeli a Gabicce Monte e l’incredibile successo che ebbe , grazie anche alla proposta musicale innovativa ad opera di grandi Dj come Bob e Tom , che furono i primi a proporre il mixaggio su musica di buona qualità , Baldelli e Mozart . Un cambiamento di così grande portata nel modo di concepire i locali da ballo e la musica ad essi collegati , inserito in un terreno fertile come la ” Riviera Romagnola ” , portò in breve alla nascita di altre realtà musicali importanti che hanno caratterizzato la storia delle Disco di quel periodo . Oggi ho incontrato uno dei Dj che , a mio , avviso hanno contribuito , da protagonista , a scrivere questa storia : Pierangelo Mulazzani in arte Pery. Pery mi accoglie nella sua confortevole e calda casa e seduti come fanno due buoni amici di vecchia data accetta di rispondere alle mie domande :
” Pery come nasce il New York ? ” .
” Mio nonno era proprietario di un locale all’aperto sulla spiaggia sul finire degli anni 60 ‘ , ristorante e dancing , che si chiamava ” La Locanda del Lupo “. Poi nei primi anni 70′ fu edificato tutto il nuovo lungomare di Miramare e mio nonno costruì lo stabile davanti alla vecchia Locanda del Lupo . L’immobile comprendeva un albergo , un bar , la sala giochi ,una lavanderia , una sanitaria , altri negozietti per turisti e la discoteca al piano rialzato dove si trasferì la locanda del lupo . Nei primi anni 70′ la ” Locanda del Lupo ” era uno dei locali più importanti della riviera non solo come sala da ballo ma anche come locale dove si esibivano e tenevano concerti artisti e gruppi , nazionali ed internazionali , famosi del calibro dei Genesis, Uriah Heep , Jethro Tull , Venditti , Cocciante, Alice per non dimenticare Renato Zero e i suoi spettacoli , fu proprio dalla Locanda che decollò il suo successo . La Locanda del Lupo in quei primi anni 70′ era gestita da mio padre , poi nel 1978 papà decise di trasformare un locale che andava commercialmente benissimo e che era aperto tutti i giorni in una Discoteca dedicata ai ragazzi intuendo e prevedendo che il futuro delle sale da ballo sarebbe cambiato e che sarebbe stato legato sempre più ai gusti musicali delle giovani generazioni .Nel 1978 sulle ceneri della ” Locanda del Lupo” nasce il “New York ” con una operazione commerciale e pubblicitaria molto intelligente ed aggressiva per quei tempi . Ricordo che papà organizzo’ una campagna pubblicitaria capillare tappezzando tutta Rimini di manifesti . A me mi mandò in giro per tutti i locali e negozi della Riviera regalando a ogni esercente gadget come portaombrelli , posa ceneri , locandine con il logo del nuovo locale senza però dire nulla riguardo al New York se non che si trattava di un nuovo locale da ballo con 1000 watt di luce e 10.000 watt di suono . E difatti il ” New York li aveva 10.000 watt con le sue 16 casse sulla parete della sala grande ed altre in giro per il locale ed inoltre aveva un modernissimo impianto delle luci tra cui spiccava l’utilizzo del laser, una pista grande , due laterali più piccole una sopraelevata laterale ed un altra piccola in fondo alla sala sopraelevata in legno con le luci inserite sotto . Il New York era davvero una discoteca molto bella .
Quando ha aperto il New York ?
Il New york aprì per pasqua 1978 ed aveva come Dj resident Mozart , Rubens , e poi Iano Betti dato che la Baia in quel periodo era chiusa e che tutti si conoscevano bene perchè avevano lavorato al ” Goody Goody ” del quale Iano era pure socio . Il locale ebbe subito un successo molto grande tanto che dalla sua inauguarazione a Pasqua rimaneva aperto 4 giorni alla settimana e poi d’estate , dal mese di Giugno aprì tutte le sere e tutto questo fino alla fine di settembre .
Quando hai iniziato Pery a fare il DJ
Sempre nel 78 , la Baia degli Angeli riaprì e Mozart ritornò a fare il DJ resident . Rubens finita la collaborazione con il New York intraprese altre strade . Rimase solo Iano come DJ resident del New York . Io davo spesso una mano al Bar sopratutto nelle sere che c’era poca gente per sostituire un barista e qualche volta mi adoperavo per aiutare alla consolle delle luci . Un’ inizio serata che c’era ancora poco movimento mi sono messo alla consolle a mettere su dei dischi . Iano mi vide , venne in consolle e mi disse ” Guarda mettimi su quei dischi lì ” e mi indicò una pila di dischi nuovi che stavano a lato della consolle . Ogni tanto Iano arrivava e mi diceva ” Qual’è il disco che hai messo su? ” io glielo indicavo e lui lo prendeva e lo metteva in mezzo a quelli che aveva preparato per la scaletta della serata . Divenne un modo per riascoltarsi quei dischi che Iano era andato a comperarsi magari lo steso pomeriggio e che aveva ascoltato una volta sola . Poco tempo dopo Iano viene da me e mi dice ” So che papà sta cercando un nuovo DJ da affiancarmi , perchè invece non mi dai una mano tu . Tu mi fai la ” Intro” e mi dai il cambio a metà serata . Se ti va bene ne parlo con papà ” . Io acconsentii e così finii a fare la ” Intro ” e una mezz’oretta a metà serata per dare il cambio a Iano . Tieni conto che Il New York apriva alle 9.30 di sera e c’era già qualcuno sulla pista che ballava e la serata finiva alle 2.30 circa , Il sabato si chiudeva alle 3.00 e solo per ferragosto si faceva la serata evento e si stava aperti fino alle 4.30 . Io all’inizio facevo proprio poco per il resto della serata stavo poi alle luci ma così facendo imparavo e ascoltavo . Fu nell’ inverno del 79 che iniziai a lavorare di più . Alla domenica il Locale apriva alle 14,30 e io facevo fino alle 17 ora che arrivava Iano , perchè Jano aveva lavorato fino a tardi il sabato sera . Iano poi faceva dalle 17 fino alla chiusura alle 20 . Iniziai così a darmi un ‘ impronta musicale precisa . Quando avevo iniziato un po’ seguivo la musica che suonava Jano e Mozart ma poi iniziai a usare brani musicali che avevo tirato fuori io tipo i Pretenders “Private life “suonato slow od una versione di “Mission Impossible” di Lizzy Mercier Descloux .
Dove venivano acquistati i dischi di importazione ?
I dischi Iano li comperava per conto del New York ( perchè i dischi erano della discoteca ), da Disco Più che aveva tutti i dischi di importazione . Disco Più fu fondata da Mario Boncaldo , un forlivese che aveva iniziato la sua attività anni prima e che una volta alla settimana , al pomeriggio veniva alla Locanda del lupo con un impianto portatile per fare sentire a tutti i DJ della riviera i nuovi dischi di importazione che difficilmente sarebbero arrivati sul mercato Italiano . Quando Boncaldo vide che aveva un discreto seguito aprì un piccolo negozio , Disco Più appunto .
Quando il New York è stato chiuso ?
Fino al 1980 siamo andati avanti con iano come resident DJ ed io che lo aiutavo . I Fattoni quelli veri , che avevano problemi con la droga pesante stazionavano fuori dal locale dentro non abbiamo mai visto queste persone nè abbiamo mai visto girare la roba. La domenica pomeriggio per esempio venivano tutti i ragazzini del posto a ballare . Poi certo la gente fumava e si faceva anche delle canne ma in quel periodo chi non se le faceva. Comunque senza mai avere avuto problemi dentro al locale il New York fu chiuso un mese per ordine pubblico nel mese di luglio 1980 . Io e Jano ci siamo spostati allora su invito dei proprietari in un locale di Gabicce che si chiamava Aleph Gay un locale ovviamente molto particolare . Io e iano abbiamo portato la musica del New York in mezzo alle Drag Queen . La cosa ebbe successo tanto che il locale era sempre pieno anche perchè molta gente che veniva al New York ci aveva seguito All’Aleph . Qualche volta durante la serata ricordo che la musica si fermava ed in consolle venivano le Drag Queen che si mettevano a cantare dal vivo ” New York New york ” mandando in visibilio il pubblico . In Agosto riaprì il New York e allora io dissi a Iano dai torniamo al New York . Iano mi disse di no che non sarebbe venuto perchè seondo lui era sicuro che a settembre il New York sarebbe stato chiuso per sempre motivo per cui avrebbe preferito restare all’Aleph . I proprietari gli avevano promesso che dopo la chiusura a settembre come Aleph Gay avrebbero riaperto la nuova stagione solo come Aleph proponendo però musica alternativa . Incominciava già allora a crescere e a farsi strada la New Wave e difatti Iano rimanendo all’Aleph divenne tra i primi DJ a spostarsi su quel genere di proposta musicale . Io così sono rimasto da solo come resident DJ al New york fino al 31 dicembre del 1980 quando il locale chiuse perchè papà aveva deciso di vendere , stanco delle pressioni che gli venivano fatte da tutte le parti perchè nessuno voleva avere una discoteca in centro a Miramare . Avrebbe potuto riqualificare il locale con altre attività o addirittura con un supermercato alimentare ma non era nelle sue corde . Lui aveva sempre gestito locali , qualche albergo – pensione oltre ad avere fatto da impresario ad alcuni artisti . Il locale fu poi venduto da babbo ad un gruppo che voleva farci un supermercato ma dopo varie peripezie il locale riaprì dopo più di tre anni sotto un altra proprietà come Cellophane .

NELLA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA PERY E LA MECCA .

Uno di Voi .

Ho iniziato questa pagina , questo Blog , postando qualche racconto di fatti ed avvenimenti che mi sono accaduti in quel meraviglioso mondo , Afro , freak , Baioso , dei ragazi coi capelli lunghi , in quei primi anni 80′ quando io , e tanti come me erano appena ventenni . Anni splendidi pieni di incommensurabile magia , la magia della giovinezza , della spensieratezza , del divertimento , quando ancora provavi stupore davanti alle cose belle che ti capitavano , quando non sapevi cosa volesse dire preconcetto , quando condividere era tutto . E lo sono stati credetemi anni buoni . Erano anni senza tecnologia , quella tecnologia che ci garantisce , oggi , piena connettività con le persone . Ho sempre pensato che la tecnologia equivalesse a dire progresso , innovazione , evoluzione . Ma è sempre stato così ? . Per un istante provate a pensare a come eravamo . Liberi .Liberi di parlarci ma dal vivo , seduti sul muretto del Columbus persi in lunghe e interminabili chiacchierate . Lì i sensi , tutti i sensi , si accendevano come non mai . E non ti perdevi nulla della vita che scorreva come un fiume in piena , come non ti perdevi gli sguardi delle persone che ti stavano attorno . Si perchè per comunicare dovevi guardare negli occhi le persone , occhi così belli ,così vivi , così profondi , occhi che racchiudevano tutto il mondo tanto che ti ci perdevi dentro a quegli occhi come tuffarsi in un mare profondo , infinito e caldo . E i suoni che ascoltavi con il senso dell’udito , le splendide inflessioni che ha la nostra lingua nei dialetti , i toni , alti e bassi , e le sonore risate . E poi ti dovevi toccare , ci dovevamo toccare per sentirci vivi , per amicizia , per giocare , per ridere , per scherzare , per amore . E usavi il naso per sentire gli odori che riempivano l’aria , quella acre delle canne , il Patchouly delle ragazze dal profumo cos’ deciso , l’odore salmastro del mare in piazzale Columbus, la nebbia umida della mia amata pianura d’inverno . Io ho voluto raccontare tutto questo , perchè rimanesse un segno del nostro passaggio nel tempo e nello spazio . Perchè non fossero persi per sempre quei momenti , quegli istanti così belli e così pieni di vita , la nostra vita . io non ho alcuna pretesa se non di scrivere quello che sento , quello che prepotentemente deve uscire fuori e dipanarsi sulla carta . Non ho nemmeno la pretresa di piacere , non devo certo essere io a pretenderlo . Certo non mi aspettavo di essere letto da tantissime persone in tutto il mondo ed è certo che questo invece lo devo alla tecnologia , alla rete ed ai Social ( ad oggi 57 paesi ) . Ma se oggi ho voluto scrivere tutto questo l’ho fatto per ringraziare i tanti ( più di 32000 pagine lette ed oltre 13000 visitatori in un semestre intenso ) che in questi pochi mesi mi hanno seguito con affetto e amicizia e con questa mia oggi vi ringrazio di cuore davvero sperando di emozionarvi ancora con i miei strampalati racconti con questa sete di scrivere che non si spegne mai ,con la voglia di narrare e descrivere un mondo che voce non aveva mai avuto . Uno di Voi
Purio

Persi nella notte .Non Stop.


Un sabato di autunno come tanti . Alcuni di noi avevano deciso di andare su al Typhoon per il ” Non Stop ” . Stiamo in due auto a malapena tutti gli altri invece hanno deciso di andare al Chicago . Io Salgo sulla pandina Rossa del Bongo , con Lucone . Luca si siede davanti e io dietro e questo è già di per se una situazione quantomeno comica perchè in così spazio ristretto siamo stipati assieme al Bongo novello patentato , attaccato al volante in un groviglio di capelli lunghi .la Panda fa quello che può ma comunque arriviamo a Gambara nel primo pomeriggio . Entriamo . Al Typhoon ad un non stop noi bolognesi entravamo sempre . Dentro è affollatissimo come solito , la musica alta ti prende allo stomaco da subito . l’acre fumo che ogno tanto viene sparato in pista ti pizzica le narici lasciandoti un antipatico retrogusto di limone amaro . Il Laser compie magici disegni nell’aria alternato dalle strobo . tutto è magico in questo luogo , la musica, le luci , l’atrmosfera , le ragazze , noi. Ci lasciamo andare al ritmo incessante e pulsante della discoteca. Ritroviamo vecchi amici e amiche , si ride si chiacchera si esce in strada si va al bar Arci di fronte in un incessante andrievieni . All’ora di cena si mangia qualcosa al volo , se si trova , se non è già stato divorato dalla marea di ragazzi che affolla la via Mazzini a Gambara. Un panino ed una birra mica si pretendeva di più . E poi via veloci per tornare dentro fino all chiusura , insolita verso le 11.00 di sera . Qulla sera io , Luca , e Bongo alla chiusura ci ritroviamo in strada come solito con tutti i tiratardi del Typhoon . Ci avviamo tutti alle auto perchè come ovvio andremo a Gottolengo per trascorrere la notte , forse pure a dormire anche se alla Locanda , con tutte quelle camere promiscue , il bagno in comune , la notte passava più ad andare a trovare le ragazze , a mischiarci nelle camere anche solo per fare due chiacchere , per ridere e scherzare ,per tirare tardi fino all’alba . Il Bongo appena salito in auto ci dice ” Oh io non ho mica sonno , perchè invece di andare subito in locanda non troviamo un bar aperto e ci fermiamo un attimo abere qualcosa . Io e Luca annuiamo ” Bene ” dice il Bongo ” Cosi quando arriviamo alla locanda lo diciamo anche agli altri . Parcheggiamo la pandina vicino alla locanda . Il Bongo raduna un po di ragazzi e tutti quanti ci incamminiamo tra le viuzze del paese in cerca di un bar . Finalmente ne troviamo uno insolitamente aperto e lì ci mettiamo , ai suoi tavolini a ridere , a bere e fumare sigarette, tanto bere. La Notte incede profonda e buia . E mano a mano che i minuti e le ore trascorrono veloci molti , presi dalla stanchezza fanno ritorno alla Locanda. Finisce che rimaniamo io , Luca ed il Bongo . io sono praticamente addormentato col capo reclinato sulla spalla. Il Bongo mi sveglia scrollandomi ” oh Purio è tardi il bar chiude andiamo ” . ” Apro gli occhi impastati , mi duole il collo ” Oh ma che ora è? ” Boh !” mi dice Luca ” E’ tardi usciamo dai ” . Quando siamo in strada il barista rapido chiude e spegne il bar . Fuori è buio pesto e viene giu una pioggia fina fina . ” Ma che merda ” dico ” Pure la pioggia ” Mi giro intorno e non riconosco nulla di quello che ho attorno non so come orientarmi così dico ” Bongo ma adesso per tornare alla Locanda? ” Il Bongo si guarda in giro mi sorride e mi dice ” Boh ! che ne so proviamo ad andare di qua ” . Inizia il nostro pellegrinare tra le vie sotto l’acqua nel nulla più assoluto avvolti dal silenzio e dal buio rotto solo dalla luce dei lampioni . Camminiamo tutti e tre stretti nei nostri giubbotti con i capelli oramai bagnati che ci ciondolano in faccia , ridiamo oramai nervosamente a qualsiais cosa si dica , la situazione è surreale e divertente al tempo stesso . Ci siamo persi per Gottolengo . Dopo molto girovagare la pioggia cessa di tormenterci , siamo bagnati fradici. Finalmente inontriamo due signore in bicicletta . vanno al lavoro ci dicono , non sembrano stuoite più di tanto di vederci conciati così . Alla nostra richiesta di indicarci la Locanda ci danno le informazioni che cercavamo . Così dopo averle ringraziate , con le giuste indicazioni arriviamo alla Locanda . Tutto è buio e silenzio . Suoniamo . più volte. Finalmente la Signora ci viene ad aprire. Ci riconosce , ci fa entrare . Con gli ascugamani in qualche modo riusciamo ad asciugarci alla bell’e meglio , sono le 5 di mattina e mi butto distrutto sul letto della camera che avevamo prenotato . Il sonno arriva rapido. Il Non stop era anche questo , tempo speso solo a stare assieme agli amici , senza pretendere , senza pretese , senza limiti . Non stop .