Dedicato a tutte voi ragazze Baiose e un poco anche a noi.

Ho promesso a me stesso che lo avrei fatto. Di scrivere un post su di voi e a proposito di Voi ragazze Baiose . Perchè c’è tanto da scrivere e da dire per ricordare come eravate e come eravamo noi e non tutta quelle brutte cose che spesso mi tocca leggere su di Voi e noi da chi la nostra vita non l’ah di certo vissuta da ” Dentro” come l’abbiamo vissuta noi.

” Lo ricordo quel momento. Quel momento quando la vidi. Seduta sul marciapiede del Columbus con le sue amiche . Fumava una sigaretta,ed io la guardavo rapito mentre espirava il fumo in alto piegando all’indietro il capo. Lo trovai insolitamente un movimento molto sensuale e intrigante. Parlava e rideva con le amiche ed era così naturale,così viva ,potevo quasi sentire pulsare il suo cuore battere e avrei giurato che battesse all’unisono con il mio. Quanto mi piaceva osservare la gente non visto. Si perché in quel preciso momento ti potevi accorgere di particolari e sfumature che difficilmente in altre occasioni avresti notato in una persona. In quei momenti per me le persone erano,come dire, più belle, sì le persone lo erano più belle perché naturali, vere. Io intanto non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei . La ragazza era bionda ed aveva lunghi capelli lisci , un cerchietto in pelle che le cingeva la fronte, aveva un vestitino corto nero scollato tenuto su da sottili spalline, una cintura che le stringeva la vita e gli stivali indianini di colore beige chiaro. Portava l’immancabile borsa di pelle della quale nessuna Baiosa si separava mai. E poi mi piaceva osservarle mentre le tre ragazze si parlavano fitto, a voce bassa quando magari passava un gruppo di ragazzi ed io mi immaginavo che parlassero di quello più figo, di quello che piaceva di più loro, e mi rendevo conto che erano uguali a noi maschietti, che parlavamo anche noi di loro quando ci passavano vicine. Mi immaginavo che le tre ragazze parlassero dei loro desideri, dei loro sogni, della vita che a vent’anni scorre veloce, delle loro speranze. Che belle che sono le ragazze Baiose pensai, e per una volta mi ritenni fortunato. Fortunato di essere parte di questo modo speciale fatto di così bella umanità . Mi rendevo conto di essere quasi in uno stato di trance ma non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei, cercavo i suoi occhi bellissimi. Occhi grandi profondi di quelli che quando ti guardano ti aprono una finestra sul mondo , di quelli che non puoi fare a meno di guardare. Poi successe , succede sempre, che se ti metti a fissare una persona prima o poi lei si accorga che la stai accarezzando con il tuo sguardo, così lei ad un tratto si girò verso di me. Ci guardammo per un lunghissimo secondo, a me venne naturale sorriderle per l’evidente imbarazzo che mi stava assalendo. Sono sicuro che in quel preciso istante io stessi arrossendo, sentivo le orecchie diventare bollenti. Che maledizione che è la timidezza pensai. Lei mi sorrise e bastò quell’attimo sospeso per dirsi tutto perché a volte sono gli occhi a dovere parlare più delle parole e in quegli istanti sono gli occhi che riescono a dirsi tutto ed è bellissimo . Poi lei d’un tratto si mise a parlare fitto con le amiche ed io per la vergogna distolsi finalmente lo sguardo da loro. Chissà cosa si stanno dicendo ora mi chiesi. Il cuore prese a battermi fitto nel petto. Quando mi rimisi a osservarle si erano alzate e si stavano dirigendo verso il “Bar Columbus”. lei a quel punto si girò di nuovo verso di me.Solo uno sguardo furtivo veloce. Le vidi sparire tra la gente che affollava il Columbus in quel tardo pomeriggio,dentro il Bar. Fu solo in quel momento che finalmente mi decisi a seguirla. In quel momento volevo rivedere quegli occhi e desideravo con tutto me stesso naufragarci dentro. “

 

 

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Cosmic ” San Valentine’s Day “

Si avvicina il giorno di San Valentino , il 14 di questo mese , febbraio . Il famigerato giorno degli innamorati , tutto cioccolatini , zucchero , fiori e quanto di più mieloso la civiltà del consumismo Occidentale ha da offrire. Ma nei primi anni ottanta , quando io frequentavo questa stupenda tribù Afro questa data , per me , come tanti di Voi , voleva dire una sola cosa : ” COSMIC ” . La sera del Sabato prima del giorno di San valentino al Cosmic si festeggiava il ” San Valentine ‘ s day ” . Era la celebrazione , il punto più alto della stagione al Cosmic tanto che si vendevano cassette e adesivi con il logo della serata . Così mi piace oggi ricordarlo con un breve racconto .

San Valentine day del 13 febbraio 1982 .

…. ” Ad un San Valentine’ s day non potevo restare fuori , non avrebbe avuto senso , davvero e poi fuori faceva un freddo cane . ” Dai ragazzi entriamo , fuori fa freddo mica ha senso stare a congelarci qui ” Dico guardando i miei tre compagni di viaggio . ” C’è una fila biblica chissà quanto ci toccherà aspettare Zio pongo ” Smoccola il Biccio che per scaldarsi dal freddo non fa che saltellare di qua e di là senza pace . ” Sì fa troppo Freddo . Ha ragione il Lungo meglio andare dentro . Non ho voglia di congelarmi il pisello qui ” Dice Zanna mentre si passa una mano nei capelli . ” Ma te ce l’ hai il pisello Zanna ? Ne sei sicuro ? ” Il Rosso Butta fuori una gran boccata di fumo di sigaretta e alito che come vapore bianco si disperde lento sopra le nostre teste . A me ed il Biccio viene da ridere . Zanna guarda sorridendo il Rosso ” Se vuoi dopo al cesso andiamo a fare un controllino tanto mi scappa pure da pisciare così vediamo se per caso non manca a te il pisello Rosso ” . ” Fatela finita voi due e mettiamoci in fila se non col cacchio che riusciamo a entrare ” Gli dico . ” Ma come mai hai tutta sta fretta di entrare Lungo ? Non è che per caso hai una punta con la Modenese ? ” guardo il mio amico con un sorriso sarcastico ” Sei uno stronzo Zanna . Sì ho una punta con la Modenese forse viene stasera . E poi si chiama Monica , la Modenese ” . ” Il Lungo si sta innervosendo ragazzi , sento già odore di confetti ” Alla battuta del Rosso anche Zanna ed il Biccio si mettono a ridere . ” Lo sapete che siete proprio tre stronzi , non ve lo ha mai detto nessuno vero ? ” Cerco di stare serio pure io ma non ce la faccio e mi metto a ridere con loro . Guardo i miei amici mentre scherzano e ridono , e penso che sono proprio belli , così naturali e spontanei . L’amicizia è anche questo , non prendersi mai sul serio e ridere di tutto . E’ passare sopra le cose del mondo con la leggerezza che ci garantiva la nostra giovinezza . Mentre siamo in fila Zanna non perde l’occasione di dire qualcosa a tre ragazze che avevamo vicino , loro ridono divertite . A Zanna riconoscevo quella naturalezza di fare nei modi e un bel po’ di faccia tosta che alle ragazze piaceva molto . Il mio amico si mette a parlare fittamente con la più carina delle tre . Mi incanto a guardarlo mentre si atteggia con la ragazza . Ad un tratto Zanna si accorge che lo sto guardando fisso e mi fa il gesto del dito medio con la mano mandandomi affettuosamente a quel paese . A me viene da ridere e mi viene da fargli una faccia buffa . Le ragazze che mi hanno visto si mettono a ridere . Ci mettiamo così tutti a chiacchierare insieme , noi e loro . Scopriamo che sono di Treviso anche loro in trasferta al Cosmic . Dopo una bella fila finalmente entriamo . Dentro , come immaginavamo e strapieno e muoversi è veramente difficile , a fatica ci pigiamo in un angolo della pista , dallaparte opposta alla consolle a forma di astronave . La musica di Baldelli è troppo bella e così ci mettiamo a ballare trascinati dal ritmo . Mentre ballo vengo attratto dalle luci colorate sulle colonne che contornano la pista e così i miei pensieri se ne vanno lontano a sfiorare un idea , una desiderio . Il tempo passa ma io non riesco a vedere Monica neanche girando con difficoltà nella Disco . Mi metto a sedere sui gradoni neri del Cosmic . Zanna che mi ha visto mi ha seguito e si siede vicino a me . ” Il Rosso ed il Biccio sono con le trevigiane ” Mi dice Zanna all’orecchio . Io annuisco mentre continuo ad osservare tutti quei ragazzi e ragazze che ballano in pista. Zanna mi offre una sigaretta. Ci mettiamo a fumare lì sui gradoni . Non mi va di parlare penso a Monica ,magari non è potuta venire . Avevo voglia di vederla . Resto vicino a Zanna a fumare con lui , in silenzio , e il fatto che il mio amico stia con me senza farmi domande mi fa stare bene . Mi piaceva che Zanna fosse lì con me in quel momento . ” Non vai dalla Trevigiana ? ” Gli chiedo .” Zanna mi fa vedere un bigliettino con un numero di telefono ” Ah volevo ben dire ” Dico . Zanna mi sorride ” Vieni che ti offro da bere Lungo . Non pensarci su troppo , capita dai . Magari non è potuta venire la beccherai al Panda domani scommettiamo e tutto si metterà a posto ? ” Poi mi mette un braccio attorno al collo e mi dice . ” Si non sento ancora odore di confetti amico mio , proprio no , ma sento un bell’odore di pirla ” . Ci guardiamo negli occhi e ridiamo assieme e finalmente io non mi sento più triste . Bastava davvero poco per allontanare un velo di tristezza capitava e allora erano gli amici la cosa più bella che avevi per volartene via . Arrivati al bar prendiamo da bere , ho bisogno di qualcosa di alcolico , che mi anestetizzi un po’ il cervello . ” A cosa brindiamo Zanna ? ” Dico . Zanna alza il bicchiere ” Ma a San Valentino Lungo ” Sorrido . ” Va bene Zanna . Buon fottuto San Valentino a te tesoro ” . E giù a ridere di nuovo del resto a dire e anche farne di cazzate io ero il re . Così io e zanna festeggiammo un San Valentino atipico , strano , ma almeno divertente . Sì capitava , capitava anche questo in questa pazza tribù di ragazzi .

POCHE LIRE IN TASCA .

Se parliamo di soldi , denaro , lire nei primi anni 80 ,a ricchezza io ero veramente messo malissimo . Praticamente non avevo una lira in tasca . Ero di fatto il ritratto sputato dello stereotipo dello studente Universitario spiantato , un po’ boehmiene e per giunta freak . Eppure anche per  essere un vero baioso , per  essere notato dalle ragazze qualcosa bisognava pure spendere . Ci volevano i soldi per la benzina , determinante per spostarsi in auto o in vespa per poter raggiungere gli amici del cuore , quelli della tua vera compagnia con i quali condividere i viaggi e tutte le avventure possibili . Dovevi poi provvedere all’abbigliamento . Quindi spendere soldi per le scarpe per esempio . Io essendo alto ricordo che comperavo sempre le Clark al mercatino della Piazzola e lì te le vendevano per poche migliaia di lire e me le comperavo spesso di colore beige . Adesso mi sembra strano vederle ai piedi dei manager costosissime  , giovani fighetti in giacca e cravatta con cappotto di lana blu , che imperversano nel centro città . Oppure mi mettevo comode Adidas bianche di pelle con le tre strisce blu . Quanto mi piacevano e quanto erano comode , te le potevi portare fino allo sfinimento e fino a che il bianco della pelle si scrostava per l’usura mostrando la parte cruda della pelle che era diventata grigia . Ho avuto anche un paio di stivali eccezionali con il tacco non tanto alto . Quanto ho rotto mia mamma , fino allo sfinimento per fare l’orlo giusto ai miei jeans Levis che portavo a tubo stretti . Ma l’orlo doveva essere esatto , ne troppo lungo da ammosciarsi sul collo del piede né troppo corto in modo da fare cadere i jeans in maniera perfetta . Quante volte gliel’ho fatto rifare perché non ne ero affatto soddisfatto . E d’estate mi ricordo i ciabattoni indiani . Strumento di tortura per me perché al Columbus a distanza di un paio di giorni mi si rompevano sempre costringendomi ad andare scalzo , tanto i piedi li avevi belli che neri già da quando avevi deciso di metterli . Poi mi comperavo le camice di Jeans , sempre Levis , le ho avute di tutte le tonalità , le Fruit bianche e immacolate da metterci sotto , le felpe comode , i maglioni di lana girocollo , che io chiamavo gli Svedesi perché richiamavano i tipici maglioni lavorati a motivi colorati del Nord Europa . Io ne avevo uno bianco con i motivi rosso scuro a collo alto che era bellissimo . E poi le cinture in pelle , i Giubbotti sempre in pelle o di jeans che avevo . Insomma qualcosa dovevi pure comperarti per essere riconoscibile all’interno di tutta la tribù come segno di appartenenza . Immagino che Voi ragazze spendevate di più in vestiti e scarpe rispetto a noi maschietti ma vi posso dire senza ombra di dubbio che eravate sempre stupende , perché di per certo avevate l’abbigliamento più intrigante e sexy che io avessi mai visto ed è inutile dire che vi adoravo . Beh tutti noi vi adoravamo , eravate stupende . Poi le lire ti servivano per entrare in discoteca , insomma quelle poche volte che ti toccava pagare perché se potevamo entravamo senza pagare maestri come eravamo della dissimulazione e maestri nell’uso della gomma morbida e dei pennarelli colorati . In ogni casi le lire ci volevano , così io da buon studente spiantato mi toccava chiedere sempre i soldi ai miei genitori . Perchè va detto che io mi vergognavo di chiederli i soldi sempre ai miei , venivo preso da un grande senso di colpa che veniva ingigantito dal fatto che molti dei miei amici fraterni lavoravano già . Non parliamo della macchina , la mia amata 124 verde bottiglia , che era la macchina di famiglia e che mi toccava contendere a mio padre . Sia che fosse estate o inverno , con la neve e il ghiaccio , spesso mi toccava andare via in vespa . Ancora mi chiedo come cavolo facessi ad andare in vespa in pieno inverno , gennaio o febbraio , con la neve in terra , un freddo polare , due guantini di lana gialli , una berretta di lana un giubbotto di pelle che tirava più il freddo che il caldo  e via . E sempre senza beccarmi nemmeno il raffreddore o un solo malanno . Potere dei vent’anni di certo , se lo faccio adesso secondo me tiro una crepa . Però tutte le volte che mi preparavo per uscire mio padre si alzava e mi raggiungeva in bagno , dove , sembra strano io mi mettevo a posto i capelli lunghi che dovevano essere perfetti . Io poi che li avevo in boccoli non ce ne doveva essere uno fuori posto e sono sicuro che ci stavo tanto tempo al pari di una ragazza e se non ero perfetto non uscivo . Così papà mi raggiungeva in bagno ” Esci ? ” ” Si papà vado al Chicago ” . ” Soldi ne hai ? Perché non vorrai mica uscire senza una lira se ti viene bisogno che fai ? Vai a scrocco ? ” E senza dire più nulla mi allungava un paio di deca che io mi facevo bastare per un bel pezzo custodendoli gelosamente nel portafoglio . Poi i soldi servivano anche per la mega pizzata post disco . Perché non avevamo ancora voglia di lasciarci a noi baiosi , magari volevamo stare ancora con la ragazza che ti era venuta a trovare da lontano , o eri tu che non la volevi lasciare .E ricordo la fame quella vera che non so perché non mi abbandonava mai perché eravamo sempre affamati come lupi . Comunque campavamo con poco e anche quel poco che avevamo lo dividevamo sempre con tutti . Cibo , fumo , sigarette, amicizia amore , passione , lacrime , gioia , Tutto noi condividevamo perchè bisogna dirlo noi ci siamo voluti Bene . Tutti noi ce ne siamo voluto di Bene e ce ne vogliamo ancora oggi con quella voglia di vivere che, ancora oggi , non ci abbandona mai .