MUSICA

 

Musica . Qualcosa che è nell’aria , così intangibile e così impalpabile ma che riesce a toccare le corde del tuo io profondo con rinnovata energia e potenza . Musica . Come essere attraversati da qualcosa che ti fa vibrare tutta l’anima , che fa battere il cuore ritmicamente come se anche lui dovesse tenere il tempo . Musica . Un lungo brivido che corre giù per la schiena mentre ondate di calore risalgono dal basso per tutto il corpo fino alla testa , quasi come se si fosse inondati dalla luce calda e penetrante del sole in una splendida giornata estiva . Sì Musica , la ” Nostra ” musica , quella stessa musica che ascoltavi nei primi anni 80 nelle discoteche che adoravi frequentare . La Musica di noi ” Ragazzi dai capelli lunghi” e non altra . La ” Nostra Musica ” era tutta attorno a noi , era dentro di noi , ci pervadeva completamente e ci circondava come se fossimo immersi perennemente in un liquido amniotico . Quando ci incontravamo tra di noi finivamo spesso a parlare di musica perché la musica si viveva , la si respirava a pieni polmoni , perché era nell’aria attorno a noi e la sentivi fluire da dentro le auto con gli sportelli aperti che trovavi parcheggiate allineate al Columbus o nel parcheggio della Mecca o dovunque noi fossimo andati . Uno splendido sottofondo musicale che faceva da contorno alla vita che scorreva potente davanti ai nostri occhi stupiti e meravigliati da tanta bellezza . La musica la si condivideva perchè eravamo i maestri dell’interscambio , la musica la si comperava , sia che fossero preziosi vinili che le musicassette e avidamente la si cercava quando facevamo tutti quei chilometri per ascoltarla , per vedere i DJ che più ci piacevano , coloro che questa musica ce la facevano ascoltare , ed amare ed era sempre ottima musica . I Dj erano i maestri dello spettacolo che andava in scena , la sera dentro , i ” Sacri templi ” che erano le discoteche di quel periodo , le ” nostre ” discoteche : Chicago , Mecca , Arena , Cosmic, Typhoon . La nostra Musica era magia pura tanto che ancora adesso ascoltando un brano come ” Celebration di John Lee & Gerry Brown ” mi ritornano in mente ricordi , immagini , volti situazioni , colori e persino odori che riemergono dall’ oscurità del passato , come se la musica magicamente me li riportasse alla luce , alla coscienza della mente . Per questo non riesco a scrivere se non ascolto musica , nelle mie cuffie , nel buio della stanza , mentre il solo monitor del portatile illumina la tastiera . Alcuni brani musicali sono chiusi nel mio cuore perchè legati a momenti particolari che mi hanno così tanto emozionato . Immagino che tutti noi abbiamo un brano una canzone chiusa nel nostro piccolo spazio interiore , custodita gelosamente , in una stanza là in fondo ai menadri della nostra anima . Io spesso ci vado in quella camera , mi siedo su una comoda poltrona di velluto rosso , e mi riascolto quella canzone quando voglio ricordare perché riascoltandola i ricordi mi ritornano in mente molto forti e vividi come non mai . Vi starete chiedendo qual’è questa canzone così magica per me . Di certo posso dire che non è un pezzo tra i più famosi suonati di quel periodo anche se l’Ebreo amava metterla , un tempo , al Chicago . Il brano è “Stranded In Iowa – Manfred Mann ” . Mi ricorda una splendida serata al Chicago , verso la fine della serata , su in galleria , due occhi grandi che brillavano come se tutto il cielo stellato fosse racchiuso meravigliosamente in essi , il tempo che rallentava dilatando il prodigio di quel momento , labbra morbide e tumide che dissetavano finalmente la mia sete . Nulla aveva più importanza , nulla , se non essere li con Lei in quel momento , in quell’attimo sospeso tra le note della canzone che magicamente ci accarazzeva con l’indulgenza ed il rispetto che è dovuto agli amori giovani . Ancora adesso mi emoziono quando ascolto questa canzone tanto che il cuore si mette a battere più forte , e non c’è nulla di strano in questo perché noi , Baiosi , noi ” ragazzi e ragazze dai capelli lunghi ” eravamo fatti di pura passione , pieni dei migliori sentimenti nell’impeto dei nostri Venti anni . Nella musica , in tutta la ” Nostra Musica ” c’era tutta la nostra essenza vitale che si traduceva in fine dei conti nel semplice fatto che Noi ,eravamo nati per amare liberamente e per essere liberamente amati .

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INTERVISTA A PERY ” SECONDA PARTE “

  1. Cosa hai fatto dopo la chiusura del New York ?

Dopo la chiusura del new York ho continuato a lavorare in piccoli locali della zona dove mi avevamo chiamato come lo Shampoo a Torre Pedrera , e al Fever il locale sopra al Bar Zeta .
2. Come nasce la Melody Mecca e come sei diventato DJ resident.?
La Mecca nasce dalla volontà di Andrea Brighenti che voleva aprire una nuova discoteca e acquisì un locale che era stato chiuso per anni sulle colline Riminesi . Questo locale era stato un Night club di classe per un pubblico adulto e facoltoso nel quale si erano esibiti artisti del calibro di Patty Pravo e Califano e si chiamava già ” Mecca night club ” . Un giorno venne da me il compagno di mia sorella e mi disse ” Ho saputo che tuo papà chiude il New York io ti avrei trovaro un locale nuovo qui sulle colline perchè non vieni a fare il DJ. ” Mi invitò a venirlo a vedere . Quando lo vidi il locale non mi impressionò più di tanto perchè l’unica struttura che esisteva era quel barrettino piccolo sotto la struttura della casa che era vicino alla consolle dove c’erano i bagni il resto era un grande giardino all’aperto con una piscina nella parte sotto di questo giardino . Poi però il locale fu trasformato e ristrutturato grazie all’inventiva di Andrea Brighenti . Furono ideate le sedute bianche a labirinto , fu installata la grande struttura in metallo con il tendone giallo e bianco e tutti gli altri allestimenti che le diedero quell’aspetto orientaleggiante quasi mediorientale che tanto ebbe successo .
3. Quando ha aperto la Mecca ?
La Mecca Doveva aprire nel mese di aprile ma a causa del ritardo per avere tutti i permessi aprì finalmente ufficialmente il 17 luglio 1981 . Avrebbe dovuto essere con me Livio il DJ dell’Arlecchino tanto che nella prima locandina che venne stampata c’era scritto DJ Livio e Pery . Purtroppo Livio non potè venire così mi feci tutta la stagione da solo , stagione che finì a settembre quindi la Mecca nel suo primo anno rimase aperta poco più di 2 mesi .
4. Eppure Il locale ebbe da subito tanto successo vero?
La Mecca ebbe un grande successo e fu un successo inaspettato anche per me . Durante la stagione alla chiusura andavamo con tutto il,personale ed i soci a mangiare la pizza al Prosit di Miramare o al Moccolo di Rivazzurra . Spesso a fine serata ci ritrovavamo nei locali con i DJ ed il personale di altre discoteche . Ricordo che una volta Andrea mi disse che era stato avvicinato dai DJ dell’altro Mondo Studios e del Jolly che era un altro locale all’aperto per tutristi che gli avevano chiesto ” Ma che musica fate su alla Mecca ? ” ” Perchè” disse Andrea ” Perchè è un continuo viavai di ragazzi in consolle che ci chiedono di mettere la musica della Mecca . Ma che cavolo di musica mettete su ? ” . Nessuno nei locali della riviera capiva cosa mettevamo perchè c’era già un cambiamento rispetto alla musica del New York perchè avevo cambiato repertorio . Per esempio mettevo su Gilberto Gil con ” Maracatu Atomico ” , Fela Kuti , o Aleke Kanonu con N’Gwode che peraltro avevo già iniziato a usare per la prima volta verso la fine dell’ultima stagione del New York . Pensa che Aleke ancora nel 1982 i DJ mi chiedevano che pezzo era .
Quindi sei stato uno fra i primi DJ a cambiare genere musicale in quel periodo .
Io ho sempre cambiato genere musicale mano a mano che con gli anni cambiava la musica per esempio sono stato tra i promotori assieme ad altri Dj del Samba reggae dei primi anni 90′ , come del Raggamuffin che sostituì il Raggae classico . Diciamo che io ho avuto la mia impronta musicale e che è cambiata nei lunghi anni della Mecca tanto che c’era molta più gente negli anni 90 alla Mecca che negli anni 80 . DJ di come Ricci che inizio’ a lavorare all’ Ethos ( come era stato ribattezzato  l’Aleph) e poi divenne un DJ famoso al Cocoricò nell 86 / 87 veniva a comperare le cassette alla Mecca . DJ come Richi Montanari ( Ethos) famoso negli anni 90 nel genere House venne a lavorare con me con lo pseudomino di Herzog e faceva basi break beat con vari campioni sul genere funky inframezzata con vecchi pezzi Funky .La musica della Mecca , anche durante l’arrivo della House , che rivoluzionò tutta la musica nelle discoteche , rimase sempre ancorata al genere della musica fondamentalmente etnica .Tutto questo per dire che la Mecca è comunque stata un punto di riferimento nel panorama delle discoteche della Riviera romagnola . Tieni conto che siamo andati avanti fino al ‘ 99 .
5. Ma scusa un ricordo goliardico ; Ma la consolle mi ricordo era rivolta verso i bagni all’inizio vero ?
No il primo anno la consolle era rivolta verso la pista ma il secondo anno la girarono verso i bagni perché destinarono la prima consolle con il vetro alla consolle luci e a me mi misero di fianco ma non rivolto alla pista ma rivolto verso il bar, le uscite di sicurezza ed i cessi tanto che io ad un certo punto dissi a Meo ” Oh mettiamo un piattino con su scritto ” Grazie ” così magari ognuno che passa ci lascia un soldino e arrotondiamo ”
6. So che i primi anni hai lavorato pressochè da solo . Ma dopo hai fatto una stagione con Baldelli? .
Alla mecca nelle stagioni 81 e 82 ero da solo . Nell’83 venne Meo che mi aiutò a fare i 15 giorni di Agosto . Poi piano piano hanno cominciato a venire gli ospiti poichè lo avevo caldamente consigliato al Titolare , ad Andrea per fare comunque un programma , dare novità e interesse al Locale . nel 1985 alla Mecca arrivo’ Baldelli che fece la stagione assieme a me e quindi dopo l esperienza assieme al Chicago . Baldelli arrivò perché si allungavano gli orari di apertura del locale , si chiudeva molto più tardi e oggettivamente iniziava a farsi strada l’idea che un solo DJ avrebbe fatto fatica a fare tutte le serate d’estate senza mai un cambio . Io fui ben felice di lavorare con Baldelli , anzi ricordo che diedi io il benestare ben volentieri anche perché lavoravamo spesso in collaborazione ed inoltre nella stagione 83/84 eravamo resident al Chicago oltre all’Ebreo e a TBC . ( cavolo mica me la ricordavo questa del Chicago NDR )
7. Quindi per una Stagione sei stato resident del Chicago ?
Si come ti dicevo sono stato resident con L’Ebreo al Chicago ed era la stagione invernale 1984 . l’Anno che arrivò come collaboratore Red Ronnie che portò all’interno del Chicago gli schermi sui quali si proiettavano i video . il Cosmic era ancora aperto e mi ricordo che una sera di gennaio andai al Cosmic per sostituire Baldelli e Tbc che fecero la serata di prova al Chicago . Dopo vennero come resident assieme a me e l’Ebreo . Al Cosmic andò Maldi dall’Arena e dopo Loda . Baldelli rimase al Chicago solo una stagione .
8. Pery come Ospite?
Come ospite ho Suonato all’Arena , Ai non stop del Typhoon spesso assieme a Mozart , Nord Est , Tivoli di brescia , Piragna nelle Marche, e i due Boomerang per esempio .
9. Pery dopo la Mecca ?
Dopo la Mecca ho lavorato fino al 2006 al Jamae e poi al Mamamia . e Poi ora tante serate Remember come all’Arlecchino , Palabam , Black Panther.
Ringrazio di cuore Pery per la pazienza che ha dimostrato nel rispondere a tutte le mie domande e a soddisfare tutte le curiosità che avevo sugli inizi di una carriera che ha attraversato così tanti generi musicale facendo ballare così tante generazioni diverse tra loro . Anche questo è un segno di una grande sensibilità musicale .
Grazie DJ .

 

 

 

PALABAM E NEBBIA 11/11/2017 , NEBBIA E ALTRE DISCO 11/11/ 1982 .

Sabato scorso ho avuto la fortuna di andare al Palabam per ascoltare tre grandi DJ : Pery, Mozart , Spranga . Ho avuto la fortuna di ritrovare tanti amici che non vedevo da tempo e anche di conoscerne di nuovi , e magari finalmente , dare un volto vero alle foto di Facebook. E’ stata una bellissima serata fatta di tanta ma tanta musica stupenda , sorrisi ed emozioni vere. Io le chiamo pillole di energia pura . Ogni tanto ci vogliono perchè ti ricaricano l’animo e a fine serata nonostante la stanchezza ti senti veramente bene dentro . E meno male che sono venuto se no mi sarei perso tutto questo . Però prima di partire ero preoccupato per la nebbia tanto da consultare i siti Metereologici ed ho telefonato pure a Flavio Bonvicini , grande amico di vecchia data per chiedergli notizie metereologiche in tempo reale sullo stato della Nebbia nella zona di Mantova . Quanta visibilità ora , se la sera prima c’era nebbia e quanta e via così , un ansia insomma . Arrivati a MAntova senza intoppi nebbiosi , dopo aver cenato in un bel locale( del quale ringrazio sempre la Niky e Flavio ) uscendo , ci siamo ritrovati avvolti da una fitta nebbia . Già mi chiedevo se ci sarebbe stata gente dentro al Palabam visto il freddo pungente e la nebbia copiosa che avvolgeva ogni cosa . Anzi dentro al Palabam uno degli argomenti di dialogo era lei la Regina Nebbia . ” Che dite sarà fitta ? Sarà pericoloso ? Troveremo la via di casa ? Quanto ci metteremo ? Ci perderemo ? ” Ma mentre ascoltavo Aeo part 1 di Brian Briggs che Pery stava mixando mi sono detto ma cavolo ma noi ragazzi mica ci facevamo tutte queste seghe mentali né ci facevamo fermare dalla nebbia. Quanta nebbia abbiamo macinato tutti noi . E ti muovevi eccome se ti muovevi anche se fuori era un muro impenetrabile fitto di nebbia che nascondeva tutto e tutti . Nebbia che ti faceva confondere l’orientamento , che ti faceva mettere fuori la testa dal finestrino nella vana speranza che fosse il finestrino ad essere tanto bagnato dall’umidità da impedirti di vedere fuori . Così tanta nebbia che maledivi questa cavolo di pianura Padana ,dove le nebbie erano una cosa normale e molto più frequenti e fitte di adesso , ma che ugualmente amavi in fondo al tuo cuore perchè senza di essa , la Nebbia e la Pianura , non ti saresti sentito a Casa . In ogni caso partivi perchè non potevi perdere una sola serata con i tuoi amici del cuore. Un Sabato sera finito il Non Stop al Typhoon noi Bolognesi decidiamo di tornare a casa . La nebbia a Gambara è fitta , talmente fitta che è come un muro lattiginoso , praticamente non ci si vede ad un palmo di naso . Partiamo piano piano . Io , Il Bongo e Lucone . Siamo sulla panda del Bongo e tutti e tre siamo pigiati dentro l’auto come personaggi di un cartone animato . Lucone di fianco al Bongo ed io dietro . Due torri dalle lunghe gambe come due Pippo stipati sulla 313 , la macchina di Paperino , in ogni caso siamo esilaranti nel nostro essere pigiati in una così piccola utilitaria . Partiamo comunque come sempre , ridendo e scherzando tra di noi mentre il Bongo guida con una andatura molto tranquilla e polleggiata del resto la filosofia di quegli anni giovani era ” Arriverò quando arriverò ” ed era una fantastica filosofia dello Slow Moving . La strada non è agevole per noi che non siamo autoctoni del posto , certo era una strada che percorrevamo spesso ma ora con la nebbia era come navigare in un universo ancora non esplorato . Appena abbandonata Gambara e dopo essere sprofondati nel bianco niveo di quella notte nebbiosa noi non sappiamo minimamente dove siamo diretti . Il Bongo va a naso con quel suo confidare nella sua buona stella misto a un po’ di andare a naso secondo quello che più o meno si ricordava del viaggio di andata. Andiamo piano perchè il fosso tentatore è sempre in agguato e infossarsi proprio ora sarebbe peggio della maledizione di Tutankamon. Ad un tratto il Bongo inchioda i pedali del freno . ” Merda ma è un muro quello ” Dico io sobbalzando sul sedile dietro . Ci siamo fermati a pochi metri da un muro di quello che noi pensiamo essere di una casa . Scendiamo interdetti . Io mi incastro tra il sedile anteriore che Lucone aveva tirato su e la portiera della panda . Luca mi aiuta a scendere così esco anche se con difficoltà . Il Bongo è davanti al muro con il naso all’insù . Lo raggiungiamo . Così la nebbia avvolgeva questa scena surreale , illuminata dai fari della panda , di tre ragazzoni col naso all’insù che si stavano chiedendo cosa cavolo fosse quel muro e dove fossimo finiti . ” Certo Bongo che il muro è bello alto sembra non avere fine non mi sembra il lato di una casa.” Dico ” No non lo è Purio ” Mi rispose il Bongo . Decidiamo perciò di seguire il perimetro del muro verso destra rispetto alla Panda. E finalmente la vediamo. Siamo finiti quasi davanti ad una imponente chiesa e di fatto siamo sul suo sagrato . ” Ci siamo persi Bongo ma dove diavolo siamo finiti ? ” Dico io ” Ah abbiamo tirato dritto ad una curva secondo me ” Mi risponde Lucone . ” Soccia mica me ne ero accorto della chiesa ” sbuffa il Bongo mentre si accende una sigaretta. ” Ottima idea Bongo mi dai una Marlboro pure a me? ” Gli chiedo . ” Certo tieni Purio ” . Finiamo così tutti e tre a fumare seduti , fianco a fianco , sugli scalini di ingresso della chiesa in mezzo alla nebbia , in mezzo al nulla del nulla . Fumiamo in silenzio persi come siamo anche noi ognuno nei propri pensieri magari facendo il bilancio della serata , magari riassaporando un bacio o come feci io annusandomi la camicia di jeans che portavo sotto il giubbotto , per potere sentire l’odore forte di Patchouly ,che Lei mi aveva lasciato baciandomi al Typhoon , ed era una sensazione molto bella e intima. Poi come se nulla fosse accaduto senza ansie apparenti risaliamo e partiamo certi che avremmo trovato sicuramente la strada di casa tanto , seguivamo la nostra filosofia di ragazzi dai capelli lunghi . ” Saremmo poi arrivati a casa quando saremmo arrivati” ed era comunque bellissimo anche con la Nebbia .

Il Ritorno .

Dopo una nottata trascorsa a ballare in una delle discoteche frequentate da noi ” Ragazzi dai capelli lunghi ” te ne tornavi a casa . Adoravo viaggiare e mi piaceva tanto guidare sopratutto di notte quando tutto era rarefatto , quando percorrevi strade sconosciute e deserte avvolte nel buio e nel silenzio . E quel silenzio era rotto solo dal rumore del motore mentre le luci dei fari fendevano come un coltello l’oscurità ed era quasi come se fossi al comando di una nave che fendeva un mare nero sconfinato .E spesso era così buio che cielo e terra si confondevano a tal punto da farti perdere quasi l’orientamento e tu ti attaccavi al volante con le mani sudate mentre tenevi gli occhi incollati a quel nastro di asfalto grigio nella speranza che prima o poi te ne saresti tirato fuori da tutto quel buio . A volte era la Musica , la nostra musica che usciva dal mangianastri , che era l’unica compagna di quel viaggio visto che gli amici che avevi caricato spesso dormivano appoggiati con la testa ai finestrini o ai sedili dell’auto . Ed era bello vederli dormire , sereni , come dorme sereno un ragazzo che ha ancora tutta la vita davanti , così tanti sogni e speranze da realizzare e io , in loro , la vedevo tutta quella vita che pulsava , che mi pulsava dentro che mi faceva dire a me stesso che non avevamo colpe da scontare per come eravamo e che mi faceva sperare che un domani magari migliore per tutti noi sarebbe alla fine arrivato . A volte invece si era tutti svegli e durante il viaggio finivi per rollarti le ultime canne perchè ti pareva brutto non dividere anche quel poco che ti era rimasto con gli altri .Era allora che arrivava un momento magico perchè le lingue si scioglievano e i pensieri correvano liberi senza più freni , un po’ per la stanchezza e un po ‘ per la fattanza che ti saliva . I pensieri fluivano liberi e così spesso si incominciavano anche discorsi seri che immancabilmente finivano in una serie infinita di cazzate senza senso o apparentemente senza senso perchè magari anche in quello che sembra senza senso una logica in fin dei conti c’è . In quella macchina ci stava tutta la vita , l’ allegria , la tristezza , la felicità , l’ amore , l’odio a secondo delle esperienze che la vita ti sottoponeva finendo per tatuarci la pelle con segni indelebili . Fu durante una pausa per pisciare che mi ritrovai a notte fonda sul ciglio di un fosso lungo una sconosciuta strada provinciale con Zanna e gli altri , tutti allineati come soldatini a irrorare il fosso illuminati solo dalla fioca luce dei fari posteriori dell’Auto . Guardai per un istante il cielo stellato sopra di noi di una sera invernale fredda e stranamente serena e limpida . ” Senti Zanna , hai visto che cielo stellato che c’è sopra di noi ? Non lo avevo mai visto così . Le stelle sembrano così vicine , sono proprio belle chissà se c’è un significato per tutto ciò ” dissi . Zanna e gli altri si misero a guardare a naso in su quel cielo stellato mentre pisciavamo assieme . ” No non lo avevo notato ” Mi rispose Zanna ” Ma come mai sei così filosofo stasera ? ” Mi chiese poi . ” Fa il filosofo perchè la penna stasera non lo ha cagato nemmeno di striscio ” Intervenne il Biccio . ” Quale moretta ? ” Continuò il Rosso ? . ” Dai la moretta di Piacenza le è stato adosso tutta sera ma lei nada , non gliel’ha data neanche stavolta ” Commentò il Biccio ridacchiando . ” Te Biccio sei invidioso , io almeno ho passato una bella serata te invece sei sempre stato col Rosso a fumarvi merda tutta la sera , sai che divertimento . “. Zanna mi guardò di sottecchi mentre si rimetteva a posto l’arnese tirandosi su la lampo con un movimento secco . ” Guarda che è una battaglia persa in partenza con quei due cannaioli lì , meglio la moretta credimi ” disse Zanna facendomi l’occhiolino . ” Ma non ne vuole Zanna perdo tempo “dissi tirandomi su la lampo pure io . ” Ma se ti piace te persevera magari non è detto , siete stati a ridere e parlare tutta sera se non voleva non ti avrebbe fatto dire un amen di più ” Mi disse Zanna mettendomi il braccio attorno ad una spalla . ” E poi le stelle sono proprio belle stanotte sai ” . Non faccio in tempo a rispondere a Zanna che sento un rumore sordo e poi sento il Rosso che si mette a ridere di gusto ” Ahahah Il Biccio ha messo male un piede ed è rotolato nel fosso ” . Io e Zanna ci siamo persi la scena ma vedendo il Biccio che cercava con fatica di risalire il fosso ci mettiamo a ridere pure noi assieme al Rosso . Ora il Biccio smoccola come un turco ” Idioti invece di ridere mi date una mano , siete proprio tre stronzi ” . Ridendo lo aiutiamo a risalire il fosso . Ora ridiamo tutti assieme mentre risaliamo in macchina . Ci sono cose che ti uniscono a prescindere , che superano tutte le differenze che abbelliscono ognuno di noi , alcune di queste cose le puoi pure spiegare altre no e forse quelle che non puoi spiegare sono le cose più belle . La notte ci inghiotte di nuovo mentre torniamo a casa . Tornare a casa non era cosa di poco conto , era un viaggio a volte più importante dell’andata perché tornavi sempre con ,un sorriso , una pacca sulla spalla , uno sguardo , un bacio in più , con qualcosa che ti aveva arricchito e tutto questo lo sentivi dentro , lo percepivi fuori e dentro di te perché sapevi che avevi vissuto , che eri vivo e quando arrivavi a casa ti riprendeva la voglia di partire , e di andare , e di ritornare . E allora partivi e andavi e ritornavi e ancora e ancora e ogni volta che tornavi ti sentivi più vivo , e più ricco dentro , come mai avresti potuto sentirti così vivo e ricco dentro se non fosti mai partito .

COME ERAVAMO?

 

A volte mi soffermo a pensare a come eravamo noi ragazzi e ragazze in quei primi anni 80 . Già come eravamo ? ” Noi ” la tribù Afro , quella generazione di giovani che vagavano in giro per la provincia spendendo il tempo tra una discoteca e l’altra . Io non credo che fossimo migliori dei nostri coetanei solo magnificamente diversi. Talmente diversi da risaltare come un diamante che brilla quando la luce colpisce le sue molte e perfette sfaccettature . Eravamo una tribù colorata , chiassosa , folle e meravigliosamente viva . Se eravamo belli? Si lo eravamo . Belli in un modo dannatamente unico e fottutamente intrigante perchè chi ha un’etichetta di dannazione eterna come eravamo noi vive sempre sul confine labile del desiderio e della sensualità erotica. Perchè intriga e affascina di più chi è maledetto per sempre piuttosto di chi vive la noia di una vita piatta e perbenista . E lo posso dire perchè ho conosciuto la vitalità , la grande voglia di vivere che avevamo dentro . E poi voi ragazze belle lo eravate davvero . Così belle , uniche e intriganti che valeva la pena di macinare chilometri per raggiungervi . Voi che sapevate muovervi sinuose , con grande femminilità , sempre curate, sempre attente a tutto ciò che vi girava attorno . Un gesto , un movimento per mettervi a posto una ciocca dei lunghi capelli , un sorriso , uno sguardo . I vostri occhi grandi e sorridenti racchiudevano tutto un mondo , talmente grande che non riuscivi mai a percepirne i confini , ed era bellissimo perdersi dentro . Un universo femminile fantastico di cui noi ragazzi avevamo la fortuna di avere la chiave per entrarci . Perchè va detto che non eravate fatte per i cosìdetti ” Regolari ” che comunque spesso vi sbavavano dietro suscitando in noi ragazzi dai lunghi capelli soddisfatte rise di scherno . Ed io vi avrei seguito anche all’inferno anche per rubare un solo bacio perchè se i Demoni degli inferi mi avessero intrappolato avrei potuto dirgli che non me ne sarebbe importato nulla di stare in quell’Inferno perchè io il Paradiso quello vero lo avevo già visto .