UN GIORNO A DESENZANINO

Dopo avere trascorso la nottata in un campo di granoturco nei dintorni di Gambara l’ alba ci coglie con gli occhi gonfi e pesti di chi non ha affatto dormito . Si perchè da veri geni quali noi tre eravamo , andarsi a coricare ai piedi di un campo di granoturco si rivelò la scelta meno azzeccata tra quelle disponibili . Si perchè appena noi ci coricammo nei sacchi a pelo fummo letteralmente invasi da torme di insetti . Chi ti camminava , addosso , chi ti volava nelle orecchie , chi ti strisciava sulla pelle , insomma un calvario che durò incessantemente tutta la notte . A nulla valse spostarsi dal luogo dell’infestazione perchè gli insetti tornavano ancora più decisi a non lasciarci dormire e a nulla servì sacramentare con il Cielo . cosi Gonfi e pesti di sonno tornammo a Gambara per fare colazione. Allora io fumavo per cui dopo avere ingurgitato un paio di paste e bevuto un caffè lungo bello forte me ne stavo fuori dal bar pensieroso a fumarmi una meritata paglia . Franco ed il Bibendum che aveva offerto la colazione mi raggiunsero . Me ne stavo assorto nei miei pensieri quando Paolo irruppe con la sua voce limpida . ” Oh allora andiamo al Lago , ? ” ” Io annui guardando un punto invisibile sopra i tetti delle case mentre espiravo una grossa boccata di tabacco. ” Ok andiamo pure ” disse Franco . ” Andiamo a Desenzanino ? ” incalzò il Bibendum . ” Invece di acconsentire obiettai ” perchè a Desenzanino ? a me piace più Lazise .” ” Cazzo te frega Purio Desenzano è più vicino e c’è uno straccio di spiaggia anche se con la ghiaia , dai è più carino ” mi incalzò Paolo ” . ” Lazise ” affermai con tono deciso . ” Ma Purio a Lazise non ci sarà nessuno , il Cosmic è chiuso e chi ha partecipato all’Afroraduno andrà a Desenzanino ” disse Franco . ” Io sapevo che Franco e Paolo avevano ragione ma in quel momento volevo divertirmi un po’ a fare il cagacazzo così attaccai . ” Si tutto bello e avete di certo ragione ma Lazise è in Veneto ” ” E allora? ” Mi guardò interrogativo il Bibendum che di certo si stava chiedendo dove volessi andare a parare. ” E allora un cazzo , Lazise è in Veneto ” ripetei serio ” ” Ma va a cagare Purio ” mi disse Bibendum . Al va a cagare non ce la feci più a trattenermi e mi misi a ridere di gusto . ” Purio vai a cagare “. Ripetè sorridendo il Bibendum . Ci mettemmo a ridere tutti e tre di gusto mentre il sole di Luglio ci abbracciava già con tutto il suo calore . Del resto non avevamo altro da fare che divertirci con un pizzico di ironia . Il prendersi troppo sul serio non faceva parte certo del nostro Dna baioso . Così saltammo sulla Ford di Franco e ci avviamo verso il Lago . ” Chissà che casino che ci sarà oggi a Desenzazino ” dissi ridendo . ” frena qua la macchina Franco che lo butto fuori così se la fa a piedi ” disse Paolo cercando di darmi un lopez sul braccio . Io ridevo oramai senza trattenermi . Arrivammo a Desenzanino in tarda mattinata . Faceva un caldo pazzesco , il sole alto sullo zenit inondava di luce accecante la marina. Io ho sempre odiato il sole tantomeno abbronzarmi , così mentre Paolo e Franco si davano un grandaffare con alcune ragazze conosciute al raduno io andai a mettermi più distante , sotto un albero , a fumare . Mentre tiravo grandi boccate di fumo , cercando riparo dalla calura che faceva riverbero sulla linea dell’ orizzonte del lago , mi misi ad osservare i miei amici e le ragazze . C’era tanta vita e gioia di vivere in tutto quello che facevano , ridere , scherzare , inseguirsi per poi prendersi , forse anche perdersi e certo quel panorama invogliava a farlo . Lo so , pensai , avrei dovuto essere con loro a ridere ed a scherzare , ma stranamente mi accorsi che non ne avevo affatto voglia . Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi che se sei fortunato qualcosa accade . Qualcosa che non hai scelto tu sulla quale non hai alcun controllo ed allora non hai che due alternative fuggire o lascarti andare. Io non mi lascia andare , così la persi , ed ora me ne stavo in disparte con il cuore spezzato cercando di dare un senso quando non c’era niente che potesse dare un senso alla realtà . Qualcosa ti si era appiccicato nel profondo del tuo Io e da lì non se ne voleva andare via e , per quanti sforzi io facessi ,mi riportava sempre indietro al punto di partenza . Ad un tratto mi accorsi che il Mauk mi si era seduto vicino . ” Come va mi disse ” ” Tutto bene ” dissi ma avrei voluto dire di merda . Buttai via il mozzicone di sigaretta . ” Io ho fame ” disse Mauk ” andiamo a mangiare qualcosa . ” Va bene ” dissi , così lasciammo la marina di Desenzanino . mentre camminavamo lungo il Lungolago nessuno dei due parlò . A me andava bene così . a volte , con alcune persone , ma solo alcune , non c’era affatto bisogno di raccontarsi le cose , di parlare , perchè il silenzio raccontava già tutto . Essere amici comportava anche questa comunanza di sentimenti ed il sentire empatico era già sufficiente a lenire il dolore. ” ” Mangiamo pesce ? ” mi disse Mauk . ” Perchè no ” dissi io ” Si vive una sola volta no ? e tanto paghi te ” e lo dissi ridendo . E così entrammo in un ristorante tra gli sguardi riprovevoli dei camerieri ” Oh Mauk dici che ci cacciano? ” ” Ma che ci cacciano i soldi aprono tutte le porte dai retta a me Purio ” mi rispose il Mauk e ridendo ci accomodammo per mangiare. Per un po di tempo smisi di pensare e credetemi non fu poca cosa davvero.

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