I Baiosi . Nomadi per scelta .

Noi Bolognesi non stavamo mai fermi , stare fermi non era proprio nel nostro Dna di baiosi eravamo sempre in giro tutta la settimana . Del resto gli accordi con mio papà erano stati chiari . ” Te durante il giorno studia , vai all’Università , dai esami e porta a casa buoni voti e per il resto fai come vuoi tu , usa la testa e non deludermi perchè io mi fido ” così mi diceva Papà che mi aveva sempre difeso da tutto e tutti , parenti compresi , perchè portavo i capelli lunghi , perchè frequentavo i capelloni , perchè andavo in luoghi di perdizione estrema dove la droga scorreva a fiumi , perchè mi facevo i cazzi miei . Papà mi dava fiducia e io lo ricambiavo dandogli esami , ottimi voti e davvero pochi problemi . Questo però non mi impediva affatto di divertirmi tantissimo con i miei compagni di avventura . Noi bolognesi incominciavamo a vederci il martedì sera per andare al Ciak e per proseguire poi nei giorni sucessivi in un crescendo di discoteche tutte belle e tutte diverse , Ciak , Arlecchino,tutti i mercoledì , Chicago , Mecca , Arena Disco , Cosmic , Typhoon , e chi più ne ha più ne metta in un vortice di luoghi , incontri , amicizie , amori , davvero senza fine . Si può dire tutto dei vent’anni ma non certo che non disponi delle energie vitali giuste per affrontare una vita nomade senza soldi , senza comfort come quella Baiosa . Non avevamo i cellulari eppure ci incontravamo dove ci davamo appuntamento , non ci facevamo i selfie ma eravamo belli ugualmente anzi forse più belli senza quei filtri del piffero che usano oggi per farsi fighi .Usavamo spesso l’auto che passava il convento che per me era una orribile 124 verde bottiglia . Non dormivamo in letti comodi e stavamo sempre sotto le stelle , eppure ci sentivamo felici ed eravamo col sorriso sulle labbra . Spesso quel poco che avevamo lo dividevamo con gli altri e anche con gli sconosciuti , non avevamo preconcetti viziosi o pregiudizi insensati . Si eravamo una tribù meravigliosa . Non conoscevamo il bullismo tra di noi, non ci mettevamo mai le mani addosso , non escludevamo nessuno a priori perchè credevamo nell’inclusione , nell’amicizia , nella comunione tra persone . Non ci lamentavamo nemmeno del caldo , c’era e basta perchè non sapevamo nemmeno cosa fosse l’aria condizionata .Vivevamo in un meraviglioso sogno , una promessa di vita , una Eldorado conosciuto solo a noi ,come popolo eletto , custodi gelosi dei segreti del tempio di Chicen Itzà e della via per la felicità terrena , adoratori feticisti delle nostrte sacerdotesse vestite con pantacalze in licra che lasciavano scoperto l’ombelico . Eravamo una tribù stupenda e meravigliosa che viveva in un mondo magico che nessuno ha voluto raccontare. Fino ad oggi però . Quindi un eccellente pretesto per pescare dal mio consunto libro dei ricordi per tediarvi con queste mie .
Un tardo pomeriggio di una Domenica di settembre dell’82 di ritorno dal Panda con il sole già basso sull’Orizzonte io e Franco riaccompagnavamo a casa due belle ragazze di San Giovanni in Persiceto . Io sedevo davanti e Franco dietro . In verità con la ragazza che mi stava di fianco , la Stefy stavo già insieme da più di una settimana. Alta mora carnagione ambrata Stefy era una bella ragazza dai grandi occhi neri e le labbra carnose. Aveva un carattere solare , piena di voglia di vivere ed era un vero peperino . Ci eravamo conosciuti sul finire d’agosto una domenica sera , al mio rientro dal mare dopo un fine settimana passato da me e Franco tra Columbus e Mecca. Quella Domenica sera stanchi ma non ancora appagati Io e Franco decidemmo di fare un giro al Ciak . Appena entrati fui attratto da un gruppo di ragazze che ballavano a bordo pista dal lato dell’entrata . La Stefy era tra loro , e stava ballando muovendosi sinuosa come un felino mentre i suoi lunghi capelli lisci castani danzavano con lei. Tutto mi colpi di lei ,rimasi un bel po’ di tempo ad osservarla ballare con le sue amiche dalla parte opposta della pista rispetto loro . Feci notare le ragazze a Franco e gli dissi che qualla ragazza , mora , alta mi piaceva . In quell’ istante sentii che dovevo fare qualcosa, dovevo conoscerla . Mi ricordo che guardai Franco e dissi ” io vado ” e così feci . Così la avvicinai mentre ancora ballava sulla pista con un’ amica .Non ricordo che cosa le dissi all’orecchio ma doveva essere una cosa carina e divertente perchè ricordo che la Stefy rise di gusto . Incominciammo poi a parlarci fittamente . Lei e la sua amica che mi presentò smisero di ballare. Ci sedemmo quindi sui divanetti vicino alla pista e la Stefy mi presentò tutte le sue amiche . Io presentai a loro Franco . Rimanemmo tutti assieme fino alla chiusura del Ciak. Mi ricordo che la Stefy mi colpì perchè ,oltre che essere molto carina era vestita come una baiosa . Ed in effetti la Stefy mi confessò che andava spesso al Panda ed al Chicago . Fu proprio al Chicago , il sabato sera sucessivo , che io e la Stefy ci demmo il primo bacio su al buio della galleria . Al Chicago la Stefy venne accompagnata da una sua amica di San Giovanni , baiosa pure lei molto carina , di nome Cinzia .A Cinzia Franco piacque fin da subito ma essendo molto timida faceva fatica a farsi notare così il sabato sucessivo dopo che io e la Stefy ci eravamo messi d’accordo per andare assieme al Panda con la mia macchina passandola a prendere da casa , la Stefy mi pregò di portarmi dietro Franco perche alla Cinzia , Franco piaceva molto e la Cinzia sarebbe stata assieme a lei quella domenica pomeriggio . Così accadde e come concordato quel pomeriggio passai da Castelmaggiore per prendere Franco . Poi passammo a prendere le ragazze come d’accordo a San Giovanni davanti alla casa della Stefy . Passammo un pomeriggio al Pandino molto rilassato e divertente , tutti noi quattro a ridere e ballare e scherzare per tutto il tempo. A fine serata rientrammo tutti sulla mia fidata 124 , di fianco a me c’era la Stefy dietro Franco e la Cinzia . Io mi misi a raccontare una marea di cavolate perchè come solito non stavo mai zitto e la Stefy mi dava corda , dietro invece la Cinzia che era molto timida era un poco nervosa , Franco era assorto e guardava fuori dal finestrino pensieroso .A un tratto sulla strada del ritorno col sole quasi sulla linea del tramonto ,poco prima di entrare in San Giovanni ,ancora in aperta campagna la Stefy mi indicò all’improvviso una stradina bianca che si perdeva nella campagna”Dai Purio “gira lì a destra. “Cosa dico io ? perchè ?”. ” Tu gira a destra non preoccuparti ” mi disse con tono fermo “Ok” faccio io ,rallentai di colpo e mi infilai nella stradina di campagna sollevando una nuvola di polvere , “Fermati li” mi disse la Stefy indicandomi uno spiazzo tra l’erba alta dietro a due alberi fronzuti . Fermai di colpo l’auto ma non feci in tempo a girarmi per vedere la faccia interrogativa di Franco che la Stefy mi prese per il maglione ed incominciò a baciarmi . Io istintivamente cercai di staccarmi da lei perchè un po mi sentivo imbarazzato ma la Stefy non mi mollò e continuo a baciarmi . .Praticamente cominciammo a limonare di brutto sul sedile davanti e io che sono due metri cercavo di rimpicciolirmi più che potevo tutto impacciato sul sedile di guida . La Stefy stava usando un sistema un po’ diretto per incoraggiare la Cinzia . Per spingere i due piccioncini a buttarsi e seguirci , e così accadde , non senza momenti di evidente imbarazzo tra i due, che mi spinsero a sghignazzare , subito ripreso dalla Stefy che non mi lasciava quasi respirare. Bellissimo e dolce ricordo di quattro ragazzi che sognavano l’amore in una 124 verde bottiglia in mezzo alla campagna Bolognese in una calda sera autunnale.Devo ammettere ripensando adesso a tutti quei momenti trascorsi con le Baiose che voi ragazze come in un teatro amoroso eravate veramente le protagoniste di quel gioco delle parti che vedeva noi ragazzi attori comprimari in una trama già scritta . Non c’è però trama più dolce di giovani ragazzi che si amano mentre la natura li avvolge in un caldo abbraccio per proteggerli dall’invidia di coloro che invidiano perchè amore non hanno .Si perchè era l’Amore , l Amore per la Vita la nostra stella Polare che ci guidava come Nomadi sempre in viaggio tra gli scogli della realtà .

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