HOTEL 4 STELLE BAIOSI

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Diciamocelo ragazzi, in tutti questi meravigliosi anni c’è stato un oggetto indispensabile che ci ha accompagnato costantemente in tutti i nostri viaggi in giro per le discoteche Afro più belle di quel periodo . Un oggetto a cui non è stato mai dedicato uno scritto , un racconto e per quel che ne so io nemmeno un rigo , nulla di nulla . Di chi sto parlando ? Ma del nostro fedele e insostituibile sacco a pelo . Era impossibile che in quegli anni un baioso o una baiosa che si rispettasse non ne avesse uno personale . Il sacco a pelo stava al baioso come al paninaro le Timberland ed era nominale cioè legato inscindibilmente al suo proprietario . Dove andava uno c’era anche l’altro . Per questo motivo il sacco a pelo non si prestava mai al massimo si condivideva , certamente con grande altruismo , ma solo con l’altro sesso per scambiarsi reciproci e quantomeno interessanti punti di vista . Anche io avevo Il mio che era un sacco a pelo classico verde , a mummia , doppia imbottitura , bello morbido , fatto su misura per me visto la mia altezza . Il mio sacco a pelo era sempre legato al portapacchi anteriore della mia fidata vespa PX blu , pronto all’uso . A lui devo tantissimo perchè è sempre stato con me per tutto il mio eterno peregrinare in quel periodo garantendomi sempre una calda accoglienza in qualsiasi situazione ce ne fosse stato bisogno . Il sacco a pelo era il principale oggetto di arredamento della mia bellissima tenda canadese a due posti che ogni agosto era stabilmente piazzata nei camping di Riccione o Misano Adriatico a volte il Fontanelle o il Conca d’oro, lato vicino maneggio cavalli con perenne infestazione di mosche e tafani e con il persistente , e poco simpatico odore di stallatico . L’arrivo della tarda primavera era motivo di grande gioia per me , per noi bolognesi , perchè la temperatura mite ci consentiva la totale libertà di spostarci dove volevamo senza preoccuparci di dove avremmo dormito perchè tanto sapevamo che col sacco a pelo un buco lo avremmo sicuramente trovato . Con il nostro sacco a pelo dormivamo pressochè dappertutto senza tanti problemi . Io e ed i miei amici abbiamo dormito in giardini pubblici , per terra davanti a negozi , al lago , in spiaggia , nei campi , dentro una rotonda , in una casa in costruzione , dove capitava insomma. Certo che questo nostro atteggiamento di grande libertà stimolava l’attenzione dei vigili urbani o dei Carabinieri che spesso ,ci svegliavano dal nostro giovanile sonno profondo per farci sloggiare per sconosciuti motivi di ordine pubblico con metodi quantomeno spicci e rudi . Cosa mai facevamo di male se non riposare le nostre membra spossate dalle ore passate a ballare ,a conoscere,ragazze, a fare l ‘amore, a vivere pienamente la vita . Una luce blu o una torcia elettrica puntata in faccia ci toglieva in modo brusco dalle braccia di Morfeo e spesso dalle braccia di qualche bella ragazza con nostro grande disappunto . Non che noi fossimo particolarmente turbati dall’atteggiamento poco amichevole delle Forze dell’ordine perchè lo sgombero avveniva tra risate brillanti , argentine e mulinare di capelli e corpi femminili perfetti e maschili altrettanto perfetti . Come un vero e fiero popolo nomade raccoglievamo le nostre cose ,e dopo un mezz’ora scarsa che i poliziotti se ne erano andati sceglievamo un altro posto idoneo e ci rimettevamo a dormire grazie alla grande versatilità offerta dal sacco a pelo. Lo srotoli ti ci infili dentro ed amen .Quanto mi piaceva incrociare le braccia sotto la testa e osservare il cielo stellato sopra di me nella notte limpida dell’estate, spesso cullato dal rumore delle onde del mare, e dall’odore della brezza salmastra . Respiravo a pieni polmoni la vita e mi sentivo un Re. Se poi si aveva al fianco una bella ragazza baiosa dai lunghi capelli che condivideva il tuo sacco a pelo si poteva volare direttamente in paradiso . Ma si poteva anche finire all’inferno divorati vivi dagli insetti , esperienza decisamente sgradevole . Una notte io e Franco andammo a dormire nei dintorni di Gambara nel mezzo di campi coltivati a granoturco . Fu dopo il famoso Afroraduno organizzato nello stadio di Gambara nel Luglio del 1983 . Era una notte calda e afosa e io e Franco , dopo l’ Afroraduno , decidemmo di dormire in un accogliente campo di granoturco appena fuori il paese . Ci addormentammo beatamente ai piedi del campo. Non so quanto tempo passò ma ricordo che ci svegliammo quasi di soprassalto perchè eravamo invasi da torme di insetti , chi ci volava addosso , chi strisciava su di noi ,chi camminava con le sue zampette invadendoci il sacco a pelo , i capelli , i vestiti . Ci alzammo di scatto per ripulirci dai nostri simpatici amici , prima di ributtarci a dormire 50 metri piu in là ,per poi rivivere , dopo neanche mezz’ora , la medesima situazione , insetti e ancora insetti . Fu una vera notte da incubo credetemi ma comunque catalogata come esperienza di vita all’aria aperta . Già il mio sacco a pelo. A volte lo utilizzavo come morbido cuscino da mettere sotto la testa quando mi appisolavo nelle calde giornate di agosto ai giardini del Columbus. Gigante elfico dalla diafana pelle e dall’occhio azzurro rifuggivo i caldi raggi del sole del mezzodì cercando conforto all’afa agostana all’ombra di qualche scarno albero .Con il mio fido sacco a pelo sotto alla testa cercavo di riposarmi visto che la notte non dormivo mai e di giorno pure perchè io e Franco ci coricavamo in campeggio alle prime luci dell’alba salvo poi fuoriuscire dalla canadese dopo poche ore madidi di sudore dato che il sole che si alzava sullo zenit rendeva l’aria dentro la tenda calda ed irrespirabile. Cercavo io allora il conforto di pochi minuti di sonno nel nostro amatissimo giardino spesso inutilmente visto che immancabilmente mi beccavo un gavettone d’acqua da parte di qualche buontempone della mia compagnia . Quante altre storie vi potrebbe raccontare il mio sacco a pelo se potesse. Quanti momenti di felicità e libertà , e quanti amori . Ancora oggi chiuso in un Hotel 4 stelle con tutti i confort , affondato in un morbidissimo letto,nel buio della notte ,ripenso al mio sacco a pelo , al senso di libertà che mi donava e allora ricordo e penso e ripenso a quei momenti stupendi e non c’è una sola volta che non baratterei immediatamente quel confortevole Hotel per potere stendermi nel mio sacco a pelo e rivivere magari una notte , una notte sola . Quella notte che ognuno di noi custodisce nel profondo del proprio cuore come una cosa preziosissima e desidererebbe più della propria vita stessa riviverla ancora una volta….

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