Il Chicago , Il Biccio , I Roipnol !


Novembre 1982 .
E’ una fredda sera invernale tipica di fine Novembre , umida e nebbiosa . Mi trovo come tutti i sabato sera al ” Bar Centrale ” di Castelmaggiore , paesone della bassa Bolognese . Sto aspettando Franco lì al bar come facevo di solito , al caldo , per poi partire per andare a trascorrere la serata , come tutti i sabati , al Chicago . Nel bar ci sono tanti ragazzi e ragazze e c’è pure la mia vecchia compagnia . Mi fermo a parlare con il Biccio . ” Ciao Biccio ” gli faccio come butta ? ” Biccio mi saluta con un leggero cenno del capo mentre tira una grande boccata di fumo dalla sigaretta . ” Ciao Purio ” mi dice in una nuvola di fumo . ” Andate al Chicago pure stasera? ” ” Come sempre ” gli dico io . “Te che fai Biccio ? Stai qua con gli altri ragazzi ? se vuoi puoi venire con noi . ” Boh ancora non so però non ho voglia di stare tutta sera al bar a farmi seghe” mi dice il Biccio con aria annoiata . ” Vieni con noi allora no ! che aspetti ? “. ” Adesso vedo ” mi risponde tagliando corto il Biccio mentre si accende nervosamente un’ altra sigaretta . Intanto è arrivato Franco e quindi noi salutiamo tutti e usciamo , quasi di corsa , dal bar . Il freddo della sera mi arriva sulla faccia come una lama tagliente , un brivido mi corre giù per la schiena fin dentro gli stivali Camperos nuovi che portavo . La sensazione di portare i Camperos era un poco strana per me che non ero certo abituato a portare stivali col tacco essendo così alto . Ricordo la povera Mamma che mi mise a posto tutti i miei jeans per far si che cadessero perfettamente sopra gli stivali . Io di certo non le ero stato di grande aiuto perchè durante le prove io la stressavo cacciando dei ” Ma mamma me li hai fatti troppo corti ” o ” ma dai mamma sono troppo lunghi e larghi ” . Mia mamma paziente mi accontentava nella mia pignoleria dove anche un centimetro nei jeans in più o in meno , all’orlo dei pantaloni , faceva la differenza tra bello e brutto per me . Perchè io dovevo essere perfetto e vestire come gli altri ragazzi del Chicago ne più ne meno . Io e Franco saliamo sulla mia roboante 124 verde bottiglia e stiamo per partire che il Biccio arriva di corsa e mi si para davanti al mio finestrino . “Ohhhhh ! ” ci dice “stasera vengo anche io regaz ” Ok Biccio ci fa piacere “gli faccio io ,”salta su con noi dai” . Partiamo quindi con la mia macchina per Baricella . Con la musica a canna nel mangianastri ci inoltriamo con difficoltà lungo la provinciale dato che c’è nebbia come solito . Arrivati al Chicago entriamo . Il Biccio invece di stare con noi sparisce subito ma noi non ce ne preoccupiamo , perchè lui era fatto così , spesso andava in giro da solo , per poi riemergere alla chiusura . Io poi ho un appuntamento con la Miky per cui non vedo l’ora di salire su in galleria dove avevo appuntamento con lei . Lascio Franco con la nostra compagnia al solito posto , vicino all’entrata della galleria e salgo su . La Miky mi stava aspettando al solito posto nell’angolo più alto della galleria. Lei non mi ha ancora visto , fuma nervosamente una sigaretta tirando lunghe boccate. Io mi fermo un attimo . Mi incanto a guardarla mentre la Miky piegava il capo all’indietro per buttare fuori il fumo . la raggiungo quasi di corsa . I nostri sguardi si incontrano . Non ci diciamo nulla . Esistono istanti di magia tra due cuori che battono assieme e interromperli con le parole sarebbe un delitto , non ce n’era affatto bisogno in quell’istante , i nostri occhi si dicevano già tutto e i suoi , così azzurri brillavano come non mai . Dopo un bel pò che siamo su io devo andare al bagno . Così ci vado e chi trovo lì ? Il Biccio . “Ehi Biccio ” gli dico …”Che fai ?” . il Biccio quasi non mi fuma di straforo perchè stava armeggiando con delle pillole bianche .” Ohhh Purio” Mi apostrofa ,”ho comprato queste da un tizio ” . “Che roba è ? ” gli faccio io .” Roipnol ” mi mostra lui. ” Purio ne ho presa una mezza e non fa un cavolo ora prendo l’altra metà”. “Roipnol ?” gli dico io ” Stai attento cavolo vacci piano e roba pesa sei scemo a fare così ? ” Il Biccio annuisce come a darmi ragione ma si ingolla anche l’altra mezza pasticca . ” E’ scemo ” penso tra me mentre esco dal bagno ” Si è proprio scemo ” e me lo dico scuotendo la testa da solo . Torno su dalla Miky . la Miky appena ritorno da lei mi chiede ” hai la macchina Purio ? ” Io annuisco sorridendo . Ho caldo mi dice lei mentre mi prende per mano e mi trascina di sotto . Scendiamo li dal Bar. Ed è in quel punto che noto di nuovo il Biccio che ha un bicchiere di plastica con un liquido scuro dentro.”Biccio ” gli dico . “Ohhhhhhh.Purio” mi fa lui . “azzo bevi?” gli ringhio “Un Wiskey “mi fa lui .”Ma sei scemo Biccio ?” ” Boh ! ” mi fa lui .” la pillola non mi fa un cazzo” e ingolla tutto d’un fiato il contenuto del bicchiere . Io mi giro verso la Miky scuotendo il capo e la Miky , che aveva visto tutto , ride come una matta mentre mi trascina fuori dal Chicago .
la serata scorre via dolcemente . Io e la Miky rientriamo al Chicago . Siamo abbracciati , io le stringo la vita . Quanto mi piaceva sentire l’onda dei suoi lunghi capelli biondi che mi accarezzava la mano. Non faccio in tempo ad entrare che mi sento tirare per un braccio è uno degli strappabiglietti del Chicago . Li dentro oramai mi conoscevano bene tutti .”con me” mi sussurra all’orecchio . Io faccio segno alla Miky di aspettarmi su in galleria . lei mi guarda con aria preoccupata . Io allargo le braccia e seguo lo strappabilgietti .Usciamo fuori e proprio davanti all’entrata del Chicago c’è Il Biccio in mezzo ai carabinieri. ” Oh cavolo ” penso , tra loro riconosco il Maresciallo di Baricella . Io il Maresciallo con i grandi baffoni neri Lo conoscevo bene e sapevo che era una brava persona davvero . Il Maresciallo mi si avvicina e mi fà .” lui è tuo amico vero? ” . Annuisco.” Non vedi come è messo ?” . Il Biccio ha una scimmia biblica , smozzica parole incomprensibili , ha gli occhi socchiusi,e fatica a stare in piedi se non sorretto .Sta su tenuto di peso tra i carabinieri come Cristo in croce. ” Fammi il piacere” mi dice il Maresciallo ” portalo a casa sua dai “e così dicendo me lo mollano in braccio tipo sacco di patate . Io me lo carico di peso e lo trascino dentro il Chicago .Faccio fatica e ho bisogno di aiuto. lo mollo così su un divanetto e avviso Franco. Oramai la serata è finita e decidiamo di andare via subito . Salutiamo tutti . Io vado su a raccontare tutto alla Miky .”Devo scappare ” le dico con un velo di tristezza . Lei mi fa” vai al Panda domani? “Certo dico io”.Anche io ” dice la Miky “ci vediamo là allora ” e mi da un lungo e tenero bacio . Scendo quindi di volata , raggiungo Franco e insieme portiamo Biccio fuori dal Chicago .
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La mia 124 era parcheggiata sul vialetto quasi di fronte alla discoteca . Lo carichiamo dietro con fatica e poi partiamo . Il Biccio biascica parole incomprensibili , ha quasi il capo sulle gambe ed è tutto rannicchiato su se stesso .” Franco ” dico io “che facciamo?”.” Boh ” mi fa lui”. E io di nuovo ” Mica possiamo andare a casa sua suonare il campanello, svegliare i suoi genitori e poi dire ecco vi abbiamo riportato vostro figlio. Che gli raccontiamo al padre?.”Intanto mi mangio le pellicine delle unghie dal nervoso e penso . Franco è silenzioso. Il Biccio steso…. Il tempo passa rapido e siamo quasi vicino a Castelmaggiore .Il Biccio abitava in campagna , il papà era contadino ,in una bella casa ristrutturata con l’aia il fienile,il pollaio ,ed un cane alla catena cattivissimo nero come la pece . Alla fine del viaggio arriviamo all’entrata della strada bianca che portava alla casa. Imbocco lentamente il viottolo sterrato a fari spenti , sembriamo due ladri , mi fermo vicino alla casa sul lato dove c’era l’entrata .Nessuno di noi due parla . Scendiamo ,io e Franco,è molto freddo. Ci guardiamo e con un cenno di intesa io apro la portiera posteriore. Il Biccio sentendo il freddo della notte ha un guizzo , alza il capo mormora qualcosa di incomprensibile,mentre allunga il braccio cercando di prendere la maniglia della portiera e fa il gesto come per richiuderla.Solo che la mano abbranca l’aria e continua a ripetere il gesto più volte nel vano tentativo di chiuderla . Io e Frank ci guardiamo e scoppiamo a ridere . Una risata nervosa contagiosa .Ridiamo come due cretini di notte al buio di una risata grassa. Il cane nero come l’inferno incomincia ad abbaiare .Smettiamo di ridere e stiamo in silenzio osservando i piani alti . Luci spente , per fortuna. “Dai facciamo qualcosa ” sussurro a Franco ” Io lo tiro giù tu Frank gli frughi le tasche e trovi le chiavi di casa”.Così con fatica tiriamo letteralemnte il Biccio fuori dall’auto . Franco gli fruga nelle tasche mentre io tengo con fatica il Biccio in piedi che non reagisce , sembra in coma profondo .Io scoppio di nuovo a ridere e quasi il Biccio mi cade in terra. Il cane ricomincia ad abbaiare. Che palle siamo nella merda mi dico tra me “Pensa se adesso apre la porta suo papà e ci vede” dico a Franco , e giù a ridere di nuovo . la luna che faceva capolinea illuminava una scena surreale . Il cane abbaia con sempre più insistenza . Finalmente Franco trova le chiavi . ” Eccole ” mi dice mostrandomele trionfante . “Apri quel cazzo di la porta , sbrigati non ce la faccio più a tenerlo ” gli dico “.Lui riesce ad infilare la toppa ed apre ,finalmente .Rapidamente al Biccio gli infiliamo le chiavi in tasca ,Franco tiene la porta aperta ,io lo butto dentro con una spinta . Il Biccio non cade come pensavamo barcolla ma sta in piedi , poi lentamente il Biccio si affloscia come uno zombie senza vita su se stesso, lì all’ingresso . Abbiamo visto abbastanza , il Biccio è sano e salvo a casa così chiudiamo la porta e via,balziamo in macchina mentre il cane abbaia più forte . Via a fari spenti percorro a ritroso dando gas il viottolo sterrato di casa del Biccio e imbocco sgommando la provinciale . Ridiamo ! Si io e Franco ridiamo finalmente liberi dalla tensione . Ridiamo come pazzi mentre la notte , complice, finalmente ci inghiotte .

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