FIAT 124 VERDE BOTTIGLIA

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Nell’immaginario Baioso l’auto ideale, il vero ” ferro per eccellenza” era la Citroen DS , una vera icona di quei primi anni ottanta . Della mia ammirazione per i DS ne ho già parlato lungamente compresa la mia avventura con papà nel disperato tentativo di farmene comperare uno bordeaux per tre milioni di vecchie lire. Come tutti oramai sapete chiusa la pratica del DS ,visto che papà non mi diede nemmeno un centesimo ,e visto che ero studente , mi dovetti accontentare dell’auto di famiglia che dovevo contendere ai bisogni dei miei genitori. Allora la macchina di famiglia era una bellissima 124 verde bottiglia con gli interni marroni ed il soffitto in plastica bianca . Io la odiavo perchè , secondo il mio punto di vista, non aveva niente di Baioso .Così quando dovevo caricare qualcuno mi vergognavo come un ladro . Mi veniva naturale ogni volta che avevo qualcuno a bordo , di scusarmi , di ripetere che ero studente , che non avevo soldi e che questo passava il convento . Le cose cambiarono un sabato sera al Chicago. Quella sera conobbi alcuni ragazzi credo di Trento o Bolzano. Feci amicizia in particolare con uno di loro. un ragazzone alto e ben stazzato con i capelli lunghi lisci biondi biondi e la flemma nel parlare che secondo me era anche provocata da una bella fattanza. Erano venuti al Chicago in treno e poi con l’autobus e dovendo rientrare avevano necessità di qualcuno che li portasse in stazione. Io mi offri con slancio di accompagnarli anche se , abitando allora a Funo vicino a Castelmaggiore voleva dire farsi un bel pezzo di strada in più . Alla chiusura del Chicago io caricai i 4 ragazzi in macchina e partimmo per la stazione di Bologna. Durante il viaggio mi lamentai per l’ennesima volta della mia auto verde non assolutamente Baiosa. Il Biondo che sedeva dietro di me dal mio stesso lato guida socchiuse gli occhi come per raggruppare le idee e trarre ispirazione e dopo un lungo momento di pausa così mi disse .” Tu stai sbagliando perchè guidi un ferro esagerato e bellissimo .Tutti hanno i DS Pallas, la due Cavalli, la Dyane, la Renault 4. Ma una 124 verde non è da tutti guidarla per me hai un auto fighissima. ” Io replicai chiedendo. “Ma va là ma sei sicuro ?”. Dallo specchietto retrovisore intravidi i nordici ragazzi annuire all’unisono mentre il biondo si accasciava sul sedile come se avesse fatto una fatica enorme a raggruppare le idee . Così arrivammo in stazione a Bologna , prima di scendere il biondo mi disse ” Ehi Purio hai una penna?” “perchè chiesi io?”. “Tranquillo Purio ” mi disse ” Pensavo che una macchina così figa sarebbe stata ancora più figa se tutti noi potessimo lasciarti una dedica con firma anche per ringraziarti del passaggio che ci hai dato .” Io annui sorridendo mentre gli allungavo una bic nera . Così i ragazzi si misero a scrivermi ognuno una dedica con tanto di firma . Il biondo firmò una bellissima dedica per ultimo nel restituirmi la penna mi disse ” Tu Purio non abiti a Bologna vero?” ” No vero” gli dissi sorridendo. “Abbiamo passato il mio paese chilometri fa.” ” Lo immaginavo” mi disse mentre sorridendo ci stringemmo con calore la mano “Bello conoscerti Purio ” mi disse il biondo .Ci salutammo abbracciandoci tutti mentre di corsa riuscivano a salire sull’ultimo treno della notte per il nord . Nacque così una bella amicizia con gli uomini del nord e ci rivedemmo altre volte al Chicago. Da allora chiunque salisse sulla mia macchina doveva lasciare una dedica con firma . Quando demolii la mia 124 non fui svelto a togliere la copertura del tettuccio .Sarebbe stato un colpaccio averlo adesso perchè era pieno di dediche ,firme ,indirizzi,numeri di telefono ,adesivi ,disegni . Un pezzo della mia storia. Mai avrei immaginato che con quell’auto sarei stato dappertutto ,e mai avrei immaginato che avrei caricato su di essa così tanti ragazzi e ragazze.Per lunghi anni la mia 124 e stata la mia alcova mobile ,sicuro porto di attracco non solo per me ma per i miei amici perchè spesso la prestavo per tale fine. Una casa da condividere .Un posto tranquillo dove stare con chi ,allora ,ti faceva battere il cuore forte forte. Un posto solo per te e lei.Era la mia 124 verde bottiglia che mi accompagnava fedele al Chicago in quelle notti fredde ed umide mentre i suoi fari gialli cercavano di fendere una nebbia fitta come burro. Era lei che mi accompagnava a Modena per correre dalla Miky in quelle serate fredde di ottobre solo per sentirmi dire ” Ciao bel mago ” .Quanto mi piaceva che la Miky mi chiamasse Mago. Le Modenesi avevano un modo tutto loro di esprimersi che a me piaceva da morire . Fu così che scoprii che per essere felici non importava avere una bella macchina ,il DS appunto . Mi Importava avere tanti amici con cui condividere il poco ,ma che allora era tanto , che avevi .Mi importava essere amato , Mi importava vivere .

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